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L’identikit di chi maltratta un animale

giovedì, 26 maggio 2016

abusi

Sono state presentate e diffuse le conclusioni dello studio “Zooantropologia della devianza”, condotto dall’associazione Link-Italia e dal Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (Nirda) del Corpo forestale dello Stato (Cfs) che ha fatto emergere uno sconcertante identikit di chi maltratta gli animali.

Il Corpo forestale dello Stato ha aderito negli anni ad un protocollo con l’associazione di professionisti LINK-ITALIA per impegnarsi nel combattere ogni forma di abuso sugli animali, sintomo di comportamenti devianti e pericolosi. Queste due realtà hanno pertanto a disposizione diversi dati per la ricerca, tra cui quelli utilizzati dal NIRDA e denominato Fascicolo Accertamento Reati Maltrattamento Animale (FARMA) e di quello in possesso di LINK Italia sugli abusi e le violenze nei confronti delle persone.

Lo studio ha considerato 942 “Casi Link” nelle carceri, in centri di recupero dalle dipendenze patologiche, comunità per minori o di assistenza alle vittime. Tra i 537 detenuti intervistati, l’87% ha affermato di aver assistito e/o maltrattato e/o ucciso animali da minorenne.

Secondo quanto viene accertato dall’indagine, chi maltratta gli animali è nel 96% un maschio e nel 27% dei casi minorenne, “incline ad altri comportamenti violenti, antisociali e criminali“.

Viene confermata la linea per cui “l’età media in cui si manifesta la crudeltà su animali è tra i 4 e i 5 anni”.

Casi che secondo Francesca Sorcinelli, presidente Link-Italia impongono una riflessione sul fatto che “il maltrattamento di animali è una spia di pericolo sociale, sintomo di una potenziale situazione esistenziale patogena e predittiva di comportamenti devianti o criminali (come omicidio, stupro, stalking o rapina)”.

Non a caso ricorda la Sorcinelli, il maltrattamento di animali “è stato inserito dall’Oms fra i sintomi del Disturbo della Condotta, che è l’anticamera del Disturbo Antisociale in età adulta”.

Ecco perché, la presidente di Link Italia ribadisce che “le istituzioni e le organizzazioni sociali, devono educare ad atteggiamenti positivi verso gli animali”.

Molti studi condotti in precedenza hanno accertato il collegamento tra chi maltratta animali e il profilo di persone pericolose per la società. . Tanto che lo stesso Fbi ha innalzato ad una categoria superiore il maltrattamento di animali, considerandolo un crimine efferato di classe A da monitorare.


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