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Gatti trovati morti in un appartamento: sotto accusa una donna romana

lunedì, 19 giugno 2017

Per anni una donna romana affetta da gravi disturbi psichici segregava in casa animali di diverse specie ed è ora sospettata delle morte di quattro gatti. I felini sono stati rinvenuti privi di vita nell’abitazione del quartiere Appio Latino, in seguito allo sgombero ottenuto da Antonio Colonna, specialista in procedure giudiziarie che riguardano la tutela degli animali. Ora l’ultima parola sulle cause della morte dei gatti spetta all’Istituto Zooprofilattico del Lazio.

Proprio Antonio Colonna, negli ultimi quindici anni, ha prodotto più di 35 sopralluoghi, un’ordinanza del sindaco e una determina dirigenziale, mai però rese esecutive nel concreto, in seguito anche ai ripetuti appelli del drammaturgo Luca De Bei e della volontaria Veronica Innominati.

“Soltanto io ne ho raccolti e salvati otto, in condizioni terribili” – sono state le parole di Antonio Colonna – “Altri sono stati presi da alcuni volontari, uno di loro presentava ferite inferte con un oggetto appuntito. Ma temo che un numero assai più consistente di animali abbia incontrato sofferenza e morte all’interno della casa”.

Denunciati ripetutamente dai vicini miasmi provenienti dall’abitazione e due tentativi di incendio, per cui è intervenuto Colonna, che ha coordinato le guardie zoofile di Fare Ambiente. “Ho avuto la fortuna di incontrare un Pm che non ha affatto sottovalutato la questione e ci ha consentito due perquisizioni rivelatrici di una situazione paradossale, quindi lo sgombero, i cui costi sono stati generosamente anticipati dall’avvocato del condominio dove la signora risiede: mi auguro che sia presto rimborsato dalla pubblica amministrazione”, ha sottolineato l’uomo.

Appena tre i gatti trovati ancora in vita e affidati alle cure della nota attivista Elena Chertizza, la quale ha una grande esperienza nella cattura di gatti selvatici in pericolo. Invece, i gatti morti rinvenuti durante lo sgombero sono stati affidati all’IZS del Lazio.

Colonna ha sottolineato ancora: “Sembra un caso di clamorosa sottovalutazione da parte delle istituzioni competenti, che hanno riconosciuto parziale autonomia a una persona pericolosa per sé e per gli altri. Ci aspettiamo provvedimenti urgenti affinché non si riprendano subito le vecchie abitudini. Da parte nostra, continueremo a vigilare e sollecitare fino a una soluzione permanente”.

Ultimato lo sgombero e ripristinata l’acqua corrente, sembra che la donna possa rientrare nel proprio appartamento come se nulla fosse accaduto. Chiamata in causa, dice la sua sulla vicenda la presidente del VII Municipio, Monica Lozzi:”Torno a confermare la presenza degli operatori del servizio sociale e degli agenti di PLRC, che hanno svolto egregiamente i loro compiti istituzionali durante gli interventi forzatamente eseguiti”.

Nei giorni scorsi, Antonio Colonna aveva segnalato la presenza di diversi macelli clandestini, la cui presenza è stata riscontrata da una serie di ispezioni avvenute ieri. Ad esempio, “sotto un cavalcavia, un signore anziano di nome Aldo detiene decine di pecore, oche, anatre, conigli, oltre a cani e gatti, non solo fra sporcizia, feci e materiali di risulta, ma senza la parvenza di un codice di stalla, registri di carico, scarico e dei medicinali”.


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