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Dopo la morte del padrone, non si allontana più dalla sua tomba

venerdì, 28 luglio 2017

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Ogni giorno accompagnava il padrone al cimitero per lasciare un mazzo di fiori sulla tomba della moglie defunta. Ma dopo neanche un mese dalla morte della moglie, anche il marito è venuto a mancare lo scorso 14 luglio. Il loro dolce cane, di nome Firulais nel giro di un mese ha perso tutti i suoi affetti e riferimenti, rimanendo da solo. Dopo aver seguito il corteo funebre del suo amato padrone, il cane è rimasto vicino alla sua tomba. Dal giorno del funerale, questo fedele cane non si è più spostato dal cimitero, vegliando quel luogo dove ogni giorno si recava a portare i fiori.

Gli amici e i parenti hanno raccontato che il cane non vuole più allontanarsi dalla tomba. E così, alcuni dipendenti del cimitero che hanno preso a cuore la storia di Firulais si sono organizzati per portargli ogni giorno del cibo e dell’acqua.

L’immagine di Firulais, scattata al cimitero di Cañuelas, nella provincia di Buenos Aires, in Argentina è diventata virale in pochissimo giorni. Migliaia di utenti hanno condiviso la fotografia con commenti straziante.

Quei cani fedeli

Una storia di fedeltà davvero commuovente che non lascia indifferenti. Un’ennesima prova dei sentimenti che provano i nostri compagni a 4zampe, pronti a lasciarsi morire per il padrone, soggetti anche alla depressione. Ancora una volta, grazie a Firulais si fa vivo più che mai il messaggio di Hachiko: “Sarò sempre al tuo fianco”. Troppo spesso, le persone danno per scontata la presenza di un animale, senza soffermarsi a pensare a quello che prova. Il cane viene vissuto nel quotidiano come un animale da compagnia, al quale dare da mangiare, da bere e da portare fuori. Un essere con il quale giocare oppure se di razza, da mostrare in bella vista sul marciapiede. Eppure, i cani sono esser senzienti che di certo non pensano all’estetica ma prediligono sentimenti come l’amore e la lealtà. Per loro è difficile superare il trauma della perdita del padrone. Nonostante ciò, c’è chi ancora senza farsi scrupoli, li abbandona, indifferenti ai loro sentimenti o al loro dolore. Non servono le parole, né tanto meno un traduttore per cani per capire il cuore di queste creature che i ricercatori hanno descritto come “eterni bambini”.


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