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Capitan, il cane che da 10 anni veglia ogni giorno la tomba del padrone

sabato, 12 agosto 2017

Lui è Capitan, ed è il protagonista di una storia da non credere. Questo splendido quattrozampe ha trascorso gli ultimi 10 anni a fare la guardia alla tomba del suo padrone. Ed i residenti di Carlos Paz, piccolo centro nei pressi della città argentina di Cordoba, lo hanno preso a cuore. Héctor Bacegas, un ex dipendente del cimitero comunale, dice di Capitan che nonostante sia passato tanto tempo lui continua imperterrito a restare lì: “Nessuno qui ha idea di come questo cane abbia trovato la tomba del suo proprietario, perché questi non è morto a Carlos Paz, ma a Cordoba. Da lì è stato trasferito al villaggio per la veglia e poi direttamente al cimitero, senza mai incontrare Capitan in questo percorso”.

Capitan poi si era allontanato dalla sua casa probabilmente perché spaventato dai botti di Capodanno. E l’anno dopo venne poi ritrovato dalla moglie e dal figlio del suo padrone sulla tomba di quest’ultimo. Secondo alcuni, il cane riesce ancora a percepire l’odore dell’uomo. Il quattrozampe si appresta ormai a vivere la sua anzianità, ma questo non lo scalfisce affatto. Ogni giorno compie il suo tragitto fino al cimitero per stare accanto a colui che in vita lo ha amato ed accudito. Tra l’altro gli abitanti di Carlos Paz provvedono a nutrirlo ed a pagargli le spese veterinarie. E’ ormai diventato il cane di tutti.

Capitan, il cane che prova i sentimenti di una persona: “Ma non c’è nulla di sorprendente”

Un allenatore canino del posto, con alle spalle oltre 25 anni di esperienza, ha detto che non ci si dovrebbe sorprendere quanto accadono episodi del genere. Sono infatti le emozioni a guidare i comportamenti di questi animali. “E queste fanno davvero la differenza, dando ai cani una energia tale da rendere possibili eventi ritenuti inconcepibili. Allo stesso modo, quando un cane si comporta male è perché il tutto è da ricondurre alla persona con cui vive. E’ quest’ultima ad essere sbagliata. Insomma, c’è una sinergia a livelli estremi. I cani sono anche in grado di individuare malattie come il diabete od il cancro in chi ritiene il suo migliore amico. Così come si accorge se una donna è incinta”. Per Cecchi non si dovrebbe parlare di umanizzazione del cane, bensì di ‘animalizzazione umana’. Questo perché abbiamo molto da imparare da loro. Ed a proposito di cani e simili con l’aldilà, sapevate che in provincia di Cuneo è sorto un cimitero per animali? Che ambisce a diventare davvero unico nel suo caso.

A.P.


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