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Salvataggio di due tartarughe marine imprigionate nella plastica

giovedì, 11 giugno 2015

 

palstica

Molti non ne sono a conoscenza ma nei nostri mari si è creata al centro del Pacifico Settentrionale, la cosiddetta “Great Pacific Garbage Patch” un’immensa isola di spazzatura con oltre 21 mila tonnellate di microplastica che si distende in un’area di qualche milione di kmq. Un accumulo che esiste dalla fine degli anni ’80 e che raccoglie ben sessantanni di plastica e che continua inesorabilmente a crescere con l’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico (North Pacific Subtropical Gyre), che crea un movimento a spirale in senso orario.

Nei nostri mari però ci sono altri vortici di spazzatura dislocati in vari angoli della Terra tra cui nell’oceano Atlantico in una zona compresa fra le latitudini di 22°N e 38°N, corrispondente all’incirca al Mar dei Sargassi, nell’oceano Pacifico a ovest delle coste del Cile e un’altra isola tra l’Argentina e il Sud Africa attraverso l’Atlantico.

Il problema della plastica nei nostri mari e oceani è stato evidenziato dall’Unesco e comporta numerosi rischi e pericoli per la fauna e la flora marina. Molti animali acquatici in effetti scambiano la plastica per il cibo oppure altri sono vittime di rete o altri tipologie di plastica che li imprigionano per cui molti esemplari muoiono a causa della spazzatura umana.

IL SALVATAGGIO DI DUE TARTARUGHE

Ecco allora un video girato negli Stati Uniti e diffuso sul web lo scorso 8 giugno che documenta l’intervento della Guardia Costiera che ha salvato due esemplari di tartarughe che, al largo di Alameda in California, erano rimaste impigliate da un groviglio di detriti. Si tratta di un’area dove si concentra il passaggio del traffico della droga e costantemente monitorato. Ma in questo caso, i militari hanno svolto un compito molto più “nobile” ovvero quello di salvare due piccole creature vittime del consumismo umano!

Secondo la testimonianza di una delle guardie, un esemplare era così avvolto dalla spazzatura che non riusciva più a respirare in quanto aveva il filo di una rete da pesca aggrovigliato attorno al collo. Le guardie costiere non hanno esitato un momento a recuperare le due tartarughe in barba al protocollo e con le forbici hanno liberato la tartaruga.

Secondo i dati diffusi da Takepart, ci sarebbero oltre 44mila casi simili che si sono verificati negli ultimi vent’anni e registrati dal 1997: nell’80% dei casi l’animale risulta ferito o addirittura deceduto sia per essere rimasto imprigionato dai detriti sia perché aveva ingerito involontariamente la plastica.

Ma non solo: tra gli esemplari più colpiti da questo fenomeno vi sono ben tre specie di tartarughe marine a rischio estinzione.


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