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Ecco Rocky, l’orangotango parlante: “E’ stupefacente” (VIDEO)

giovedì, 28 luglio 2016

orangotango rocky

Questo è Rocky l’orangotango, una grande scimmia che ha imparato a parlare come un essere umano. Rocky ha 8 anni e ha sbalordito gli scienziati per la sua capacità di “copiare” le parole per poi riprodurle in un “contesto conversazionale”. I ricercatori hanno messo alla prova Rocky provandolo a farlo parlare e coinvolgendolo in quello che per lui era un gioco; lì il primate ha imitato il tono e la cadenza di vocali umane. Mettendo a confronto le emissioni di Rocky con un ampio database di registrazioni di oranghi selvatici ed in cattività, si è notato che i suoni emessi dallo stesso Rocky erano nettamente diversi. Addirittura Rocky è stato capace di imparare nuovi suoni e controllare l’azione della sua voce nella maniera che caratterizza i soli esseri umani durante una conversazione. Gli studiosi che hanno potuto osservare questo fenomeno pensano che Rocky potrebbe essere la chiave per capire in che modo il linguaggio umano si sia evoluto.

Il dottor Adriano Lameria dell’Università di Durham ha dichiarato: “Non è chiaro come il linguaggio si sia evoluto dai sistemi di comunicazione delle scimmie nostre antenate in tempi antichi. Anziché imparare nuovi suoni, si presume che questo sia un processo guidato dall’istinto, un qualcosa su cui le scimmie non hanno alcun controllo, ma la nostra ricerca dimostra ora che gli oranghi possiedono la capacità potenziale di controllare l’azione delle loro voci. Ciò indica che il controllo vocale dimostrato dagli esseri umani potrebbe derivare da un antenato con capacità di controllo vocale simili a quelle trovate in oranghi ed in tutte le scimmie di grande taglia, più in generale. Ed ovviamente questo apre nuove possibilità per noi di conoscere meglio le capacità vocali dei primi ominidi che vissero prima della scissione tra gli oranghi e l’uomo e di capire alcuni stadi del come la nostra specie si è imposta”.

Gli studi su Rocky sono stati condotti nello zoo di Indianapolis, Stati Uniti, dove vive tuttora, tra aprile e maggio 2012. Il gioco a cui l’orango è stato sottoposto prevedeva che riproducesse i suoni casuali emessi dallo sperimentatore, il quale ha incluso le variazioni di tono e intonazione. Il tutto è stato poi confrontato con i suoni raccolti da più di 12.000 ore di osservazioni su oltre 120 oranghi da 15 popolazioni selvatiche e in cattività, ed i risultati sono stati poi pubblicati sulle riviste scientifiche di settore. Un precedente studio condotto dal dottor Lameira e sviluppato presso l’Università di Amsterdam ha scoperto che anche un orango femmina chiamato Tilda era in grado come Rocky di riprodurre i suoni tipici del linguaggio umano. Ma non è la sola caratteristica che avvicina questi umani a noi.


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