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Madrid: strani casi di morte di cani. Per la Polizia si sono “suicidati”

venerdì, 16 settembre 2016
Un cane con gli occhi tristi

Un cane con gli occhi tristi

Lo scorso 9 settembre, la Polizia Municipale di Madrid ha reso noto i risultati di diverse indagini condotte su una decina di casi di decessi di cani, tra i quali tre esemplari morti, precipitando da un balcone, altri otto soffocati da buste di plastica.

La conclusione dei diversi rapporti ha però destato non poche perplessità e lo sgomento tra gli esperti cinofili e le associazioni animaliste, in quanto gli agenti, che hanno condotto le inchieste, hanno sostenuto che nella maggior parte dei casi si sarebbe trattato di “suicidi”.

In nessuna indagine sui diversi episodi di morte violenta di cani, che si sono verificati a distanza ravvicinata, negli ultimi tre mesi a Madrid, viene indicata la possibilità di maltrattamento o di abuso. Eppure, evidenziano i media spagnoli, gli agenti che hanno redatto i rapporti fanno parte dell’Unità di Polizia Giudiziaria Ambientale, agenti specializzati chiamati ad operare proprio in casi di decessi di animali.

Nel  rapporto sul decesso di un cane morto per soffocamento con una busta di plastica è stato scritto che il cane avrebbe incastrato accidentalmente la testa nella busta cercando del cibo, precisando che era ben tenuto dal proprietario e in ottima forma. Stesso parere espresso sul caso di un cane precipitato da un balcone “tenuto bene dal padrone”.

Il fatto ha richiamato l’interesse del Procuratore Generale per la Ambiente, interpellato da diversi esperti, che ha inviato una nota al dipartimento della polizia ambientale, invitando ad approfondire le diverse inchieste, in quanto in questi ultimi mesi si sarebbero verificati troppi casi classificati come “suicidi”.

IL CANE NON SI SUICIDA– Gli esperti cinofili hanno ricordato che in nessun modo, un cane sarebbe portato al suicidio, in quando per istinto di sopravvivenza di fronte ad un precipizio eviterebbe in tutti i modi di cadere o di avvicinarsi al pericolo.

Alberto Díez, portavoce dell’Associazione Nazionale per la Difesa degli Animali (ANDA), ha dichiarato ai media come la parola “suicidio”ci porta a pensare all’animale da un punto di vista umano quando in realtà un cane non ha la capacità cognitiva di decidere del proprio futuro”.

Diez ha spiegato che un cane potrebbe cadere da un balcone “in reazione ad una situazione estrema per fame, sete o di caldo. Anche in quei casi, però, non sono consapevoli del fatto che causano la propria morte, al contrario, è un atto di sopravvivenza, in cerca di fuga di una minaccia”.

Enrique Solis, presidente della LealCan, la lega del cane spagnola, nei casi dei cani precipitati dal balcone, ha voluto rimarcare che “i cani percepiscono l’altezza e hanno paura, a meno che non si tratta di un piano basso”. Anche per i casi di asfissia, Solis ha affermato che “non ha senso”: “E’ molto difficile che il cane entri in un luogo angusto e che incastri la sua testa in un sacchetto di plastica, fino a che non si crei il vuoto portandolo all’asfissia”.

MALTRATTAMENTI – Secondo gli esperti, gli agenti non hanno approfondito le indagini, evidenziando che si potrebbe trattare di nuove modalità con le quali non si vogliono creare allarmismi oppure vengono nascosti i casi di abusi e maltrattamenti, facendoli passare per “suicidi”.

 


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