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Da cosa deriva l’odio per gli animali di alcune persone?

mercoledì, 4 ottobre 2017

Una delle informazioni che più dilaga nel mondo animale è senz’altro: “Non mi fido di chi non ama gli animali”. Il pensiero comune di molti è, che altresì si è diventati fanatici dell’avere un cane o un cucciolo di razza e ritenere una persona “non buona” perchè non ha a genio cani e gatti mi sembra un’esagerazione. Avere un animale non fa di noi persone migliori. Ricordiamoci sempre che un cane è in grado di amare chiunque; persone buone così come criminali, siamo noi esseri umani quelli che fanno discriminazione!
Ma è necessario chiarire che non tutti adorano i gattini o amano circondarsi di cani. Alcune persone non tornerebbero nemmeno a casa pur di non vedere peli e escrementi di cane o gatto in giro per la casa. Altri aberrano proprio la presenza di animali in casa. Molto spesso capita di incontrare ,magari al parco o al centro commerciale, persone che non amano essere annusate o strofinate da un cane. A tutti è capitato almeno una volta. In generale potremmo dire che non sta a noi giudicare qualcuno solo dalla prima impressione. Non conosciamo la storia o il trascorso di questa persona, non sappiamo se ha ricevuto aggressioni o forti spaventi da parte di un animale, per questo useremo tutta la cautela del caso nel trattare questo tema.

Trattiamo l’esempio del gatto. Quante volte ci è capitato di sentir dire del gatto che è un animale “opportunista” o “solitario” o addirittura “selvatico” ? Dobbiamo fare distinzione da chi odia i gatti e da chi invece non ne tollera la vicinanza. L’odio è un sentimento di disprezzo e quasi mai giusto, la mancata tolleranza invece è un metodo di misura della nostra persona. Io posso odiare un gatto ma non avere la minima idea di come si comporti realmente un gatto. E allora sono io che proietto sull’animale delle caratteristiche che in realtà esso non possiede. Non è il gatto che manifesta determinati aspetti caratteriali, ma sono io che ce li voglio vedere!

Quali sono i motivi di tale avversione?

Quante sono le persone che detestano alcuni animali senza mai averne visto uno dal vivo? Ad esempio rettili, o anfibi o meglio topi e insetti! Eppure anche senza averne mai toccato uno sono certi di detestarli. Sono pensieri ancestrali,dettati dall’istinto di sopravvivenza e di paura del diverso o dell’ignoto. Avere paura di qualcosa di lungo e serpeggiante è una caratteristiche che si riscontra anche in molti Scimpanzè o Scimmie. Questo perchè la mente umana si è evoluta nel tempo, l’istinto di caccia verso cio che prima era un pericolo per l’uomo.

L’animale può rinviarci all’immagine che abbiamo di noi stessi”, spiega Ilaria Carretta nota psicologa e spicoterapeuta del comportamento umano. Essendo, il cane o il gatto, prima di tutto un essere emotivo e sensibile, si impregna dei tratti fondamentali della nostra personalità. “Può allora giocare il ruolo di specchio, perché è spesso la proiezione inconscia del suo padrone”. Così, se una persona dichiara per esempio di detestare i gatti, che sono animali indipendenti, potrebbe potrebbe voler dire che non è in conflitto con quella specie, ma con quello che rappresenta per lei. Si evidenziano due casi quindi: o l’individuo non ha il carattere che attribuisce al gatto e desidererebbe acquisirlo (è troppo dipendente da una persona, dal lavoro, dalla famiglia… e vorrebbe staccarsi); o possiede questo tratto del carattere ma gli piacerebbe cambiarlo (la sua indipendenza lo isola e lo fa soffrire).

Parliamo invece delle persone volontariamente o involontariamente infliggono sofferenze agli animali proprio perchè non vanno loro a genio.

Molti proprietari infatti non conoscono né gli aspetti essenziali della salute degli animali, né le loro necessità e per questo motivo molto spesso si vengono a creare situazioni spiacevoli di maltrattamento. Chi si scorda di riempire la ciotola dell’acqua, chi si dimentica del caldo afoso della macchina e chi invece li tiene relegati in un buco di giardino. Peggio ancora chi detiene un cane a catena. Si tratta in molti casi di ignoranza verso ciò che è il benessere animale. Ad ogni modo, far del male intenzionalmente agli animali, per una qualunque ragione, è una cosa da prendere molto seriamente. Nella maggior parte del mondo chi viene colto in flagrante di violenza contro gli animali va in contro a punizioni molto severe, che siano multe salate o periodi di detenzione.

Esistono poi persone che provano giovamento dalla violenza verso gli animali. Alcune delle motivazioni di queste persone annoverano:

  • Il denaro (le lotte tra cani, vendita delle pelli o di altre parti, ecc..).
  • Il desiderio di avere sotto controllo altre vite (una persona potrebbe far del male all’animale del partner, per intimidirlo).
  • Usare gli animali per far del male ad altri, come un modo per sentirsi più potenti.
  • Il godere del dolore altrui e della violenza.

Le persone che compiono di questi abusi soffrono generalmente di disturbi psicologici o hanno un passato criminale. Sarà sicuramente ottimo consigliargli di rivolgersi ad un esperto che possa aiutarli a superare queste difficoltà emotive.

Una cosa però possiamo farla tutti,ed è quella di educare i nostri figli al rispetto di tutte le forme di vita animali compresi, solo così saremo adulti migliori. Gli effetti terapeutici degli animali con l’uomo sono documentati da studi scientifici. Insegnare ad un bambino a non avere paura di un animale potrebbe essere un ottimo modo per non causargli problemi di questo genere quando sarà adulto.

B.M


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