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Niente più cuoio: arriva l’azienda che mira a rivoluzionare il settore della pelletteria

giovedì, 5 ottobre 2017

“La pelle sintetica animal friendly, contribuisce a ridurre drasticamente l’impatto sulla pianeta, si acqua, energia e emissione sostanze chimiche. I nostri materiali hanno una concia minima e vengono prodotti con un sistema a ciclo chiuso”. E’ parte della presentazione della Start Up Modern Meadow, che in California è promossa dalla Singularity University, su in Intelligenza artificiale,

L’imprenditore David Orban che ha lanciato la Modern Meadow è più che mai fermamente convinto che la pelle del futuro sarà quella sintetica e che non ci sarà più bisogno di sfruttare gli animali per questo.

Come riporta Repubblica.it, il consulente aziendale, Ramez Naam è del parere che la start up un domani “potrebbe rivoluzionare il commercio dei pellami, proprio così come il diamante sintetico sta trasformando il settore della gioielleria”. Al momento l’azienda non ha ancora lanciato il prodotto sul mercato, non per la richiesta ma per la tecnologia che deve essere sviluppata ad alta scala.

Per ben cinque anni, i ricercatori hanno lavorato per creare un prototipo, arrivando a registrare il primo marchio di cuoio biofabbricato chiamato Zoa .Il cuoio viene realizzato con proteine essenziali, una collagene coltivata senza derivati animali.

Intanto, fino a gennaio 2018, il Museum of Modern Art di New York accoglie una mostra intitolata “Is Fashion Modern? ” che ripercorre i materiali realizzati dall’azienda e il desgin applicabile.

Al momento l’azienda sta collaborando con grossi marchi di lusso e nel 2018 sarà pronta per lanciare il prodotto.

Scelte etiche nel settore delle pelle sintetiche per un futuro sostenibile

Di sicuro questo materiale rivoluzionario non solo mira a migliorare la qualità del pellame sintetico ma darà probabilmente un bel colpo al settore degli allevamenti e alla catena di produzione della pelletteria. Una riconversione necessaria, intesa come scelta etica per un futuro sostenibile. All’alba del XXI secolo, con le tecnologie a disposizione non è più ammissibile sfruttare la vita degli esseri viventi. Una  società globale che deve inesorabilmente  sviluppare un nuovo modello di sviluppo e gli stessi paesi che sono leader nel settore o che sfruttano la manodopera per la concia, inquinando dovranno per forza allinearsi. Non è più possibile, come accaduto recentemente alla periferia di Mumbai, vedere fiumi inquinati e colorati, con cani randagi che vagano per le strade, tinti di blu.

Anche se al momento si tratta di prodotti di lusso, con la rapidità della ricerca tecnologica, presto questi nuovi materiali potranno essere estesi alla massa. Una rivoluzione in atto e inesorabile.

C.D.


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