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Asma, uno studio rivela: “I bimbi cresciuti coi gatti si ammalano di meno”

giovedì, 16 novembre 2017

asma

L’Università di Copenaghen ha condotto uno studio che può avere riscontri molto importanti. Gli studiosi Jakob Stokholm e Hans Bisgaard, assieme ad altri collaboratori, hanno potuto osservare che il pelo dei gatti non comporta alcuna problematica per i bambini con asma o con alte possibilità di contrarre tale patologia. Anzi, se c’è un gatto in casa già al momento in cui nasce un bambino, questo può contribuire a rafforzarne le difese contro tale patologia e contro altre malattie che possono presentare delle problematiche alle vie aeree, come la polmonite e la bronchiolite. Mentre non corrisponde al vero il fatto che lo stesso pelo di gatto, così come quello di altri animali, contribuisce a favorire l’insorgere dell’asma.

A questa conclusione si è arrivati dopo aver osservato in 12 377 bambini dal momento della loro venuta al mondo ad oggi. Una parte di esse era a forte rischio di contrarre l’asma, come indicato nel rispettivo Dna dall’alterazione genetica che indica il manifestarsi della malattia. E nello specifico si è potuto notare che chi conviveva con un gatto sin dal suo primo giorno di vita era riuscito a sviluppare delle differenze ulteriori contro l’asma. In particolare, maggiore è la quantità di allergene del gatto (quindi il pelo ed altri residui dell’animale) presso il lettino o la culla, e proporzionalmente diminuisce il rischio di ammalarsi. Allo stesso modo, anche la presenza di un cane è stata reputata benevola.

Gatti ed asma, la loro presenza aiuta a contrastarla nei bambini

E non solo l’asma, anche polmonite, bronchiolite ed altre patologie simili vengono fortemente arginate grazie all’apporto degli amici a quattro zampe. Nella fattispecie dei cani poi è nota anche la loro abilità nel saper individuare altre importanti malattie. Ad esempio diverse forme di diabete, come le crisi ipoglicemiche e iperglicemiche delle persone affette da quello di tipo 1. I quattrozampe vengono sottoposti ad un addestramento specifico e poi ne vengono messe all’opera le capacità nella Pet Therapy. Inoltre non mancano episodi davvero eccezionali, come il caso di un cane che era riuscito a far capire alla propria padrona incinta che qualcosa non andava in lei. Grazie all’abbaiare incessante del cane nei suoi confronti (con la donna che in un primo momento aveva temuto che l’animale ce l’avesse col nascituro) la stessa ha scoperto che il suo animale domestico aveva notato una importante infezione ai reni.

A.P.


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