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Vince il ricorso l’accalappiacani “passato” col rosso per salvare un cane

mercoledì, 6 dicembre 2017

Il centro di Rovigo

 

Una splendida vittoria per un accalappiacani veneto, vittima di un’ingiustizia burocratica clamorosa. Il giudice di pace di Rovigo, Marco Suttini, ha accolto il ricorso di Bruno Zampieron nei confronti del Comune di Montagnana. Zampieron, come detto, di mestiere fa l’accalappiacani, e il 24 aprile di quest’anno – racconta ‘Il Mattino di Padova’ – si è ritrovato improvvisamente di fronte ad una tragedia. Per fortuna gli accalappiacani non sono malvagi come raccontano i cartoni animati o come in questa storia terribile di violenza su animali. Era stato chiamato per recuperare un meticcio che passeggiava per le strade della città, ma quando l’ha trovato ecco la tremenda scoperta: il cagnolone era stato investito da un auto ed era lì, ferito e immobile, nel cuore dell’incrocio. L’accalappiacani l’ha preso, gli ha prestato le prime cure e poi l’ha portato con sé, ma nel frattempo il semaforo scattava, e la sorpresa è arrivata qualche mese dopo.

L’accalappiacani “punito” da Vista Red: vinto il ricorso per la patente

Zampieron ha prestato i primi soccorsi immediati al cane e quindi si è dovuto fermare all’incrocio. Che però era sorvegliato da Vista Red, apparecchio che fotografa il passaggio delle automobili che non rispettano il rosso al semaforo. “Per necessità ho avvicinato mio furgone al cane – racconta l’accalappiacani al ‘Mattino’ – per soccorrerlo meglio ed impedire che fosse investito di nuovo. Mentre stabilizzavo il cane, sistemato l’animale nella barella e controllato il chip, il Vista Red mi ha fatto parecchie foto”. Poi è arrivata la multa, con 170 euro da pagare e ben 6 punti tolti dalla patente. Alla fine la multa (che è stata pagata ovviamente dalla cooperativa che gestisce gli accalappiacani) è stata pagata e non sarà rimborsata, ma almeno Zampieron ha riavuto i punti sottratti, dal momento che si è accertata la situazione di emergenza. L’articolo 54 del Codice penale prevede infatti la non-punizione in “stato di necessità”, per scongiurare cioè il pericolo attuale di un danno grave ad una persona. Il fatto che sia stato applicato lo stesso articolo anche per un animale indica la sensibilità del giudice e una storia che, una volta tanto, finisce con un lieto fine. Non possiamo che esserne felici.


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