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Orsi polari e cambiamento climatico: la verità dietro alle fake news

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:24
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Ultimamente si sente spesso parlare del rapporto tra orsi polari e cambiamento climatico. Purtroppo è assai difficile distinguere la verità dalle fake news.

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: creature spettacolari (Foto Unsplash)

Cosa pensi dell’orso polare? Noi che sia una creatura spettacolare, per quanto temibile. Questo animale è uno dei più feroci e pericolosi carnivori terrestri esistenti al mondo e prospera nei climi freddi come i siciliani prosperano sulla spiaggia, sotto il sole, mentre mangiano una teglia di parmigiana di melanzane (due culture diverse, due habitat naturali opposti). Molti non credono che questo animale sia davvero a rischio e non trovano nessun collegamento tra orsi polari e cambiamento climatico, ma gli scienziati parlano chiaro. Esistono molte fake news che girano su internet, e specialmente nei social network, riguardo a questo tema, ma la verità è celata tra esse. Un occhio attento la scorge facilmente e una mente aperta sa già come i pericoli per la creatura di cui stiamo parlando adesso ci coinvolgano (o ci coinvolgeranno presto) molto da vicino.

Conoscere il rapporto tra orsi polari e cambiamento climatico non è una semplice curiosità: si tratta di studiare e comprendere come salvare la vita non soltanto di una singola specie, ma di tutte, anche quella umana, e dell’intero pianeta.

Orsi polari e cambiamento climatico: tutto quello che sappiamo riguardo a queste “amabili” creature

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: hanno caratteristiche particolari (Foto Unsplash)

Gli orsi polari sono grandi orsi bianchi che amano i climi freddi, i pasti grassi e le lunghe giornate di caccia. Non importa quanto adorabili siano gli orsi polari, questi animali non sono teneri per niente. In realtà, gli orsi polari sono cacciatori feroci e sono i più grandi carnivori tra gli animali terrestri.

Stazza e aspetto

Gli orsi polari sono anche le più grandi specie di orsi. Per gli orsi, l’altezza viene solitamente misurata alla spalla quando l’animale è a quattro zampe, secondo Polar Bear International. In media, gli orsi polari a quattro zampe sono alti dai tre piedi e mezzo ai cinque piedi (ossia da un metro a un metro e mezzo), ma quando si trova sulle zampe posteriori, un orso polare maschio adulto può raggiungere più di dieci piedi (ossia oltre tre metri di altezza). Nel senso della lunghezza, vanno dai sette agli otto piedi (ossia dai due metri ai due metri e mezzo) dalla testa alla groppa. La loro coda aggiunge altri cinque pollici (ossia dagli oltre sette ai dodici centimetri).

Un orso polare maschio adulto pesa circa settecentosettantacinque a mille e duecento libbre (da trecentocinquantuno a cinquecentoquarantaquattro chilogrammi). Il più grande orso polare registrato pesava duemila e duecentonove libbre (ossia una tonnellata), secondo Polar Bear International. Le femmine pesano la metà rispetto alle loro controparti maschili, “soltanto” dalle trecentotrenta ai seicentocinquanta libbre (dai cinquanta ai duecentonovantacinque chilogrammi).

Gli orsi polari sembrano essere bianchi, ma i loro capelli sono in realtà trasparenti; il bianco deriva dalla rifrazione della luce attraverso le ciocche chiare, secondo Animal Diversity Web (ADW), un database gestito dal Museum of Zoology dell’Università del Michigan. Gli orsi possono anche essere giallastri in estate a causa dell’ossidazione o possono persino apparire marroni o grigi, a seconda della stagione e delle condizioni di luce. La pelle dell’orso polare è nera: assorbe il calore del sole per mantenere caldi gli animali.

Habitat

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: questi animali amano il freddo (Foto Unsplash)

Gli orsi polari vivono in paesi che circondano il circolo polare artico: Canada, Russia, Stati Uniti (in Alaska), Groenlandia e Norvegia. In inverno, le temperature nell’Artico sono in genere intorno a meno ventinove gradi Fahrenheit (cioè meno trentaquattro gradi Celsius) e possono raggiungere anche meno novantadue Fahrenheit (meno sessantanove gradi). Anche la temperatura dell’acqua è gelida, raggiungendo fino a ventotto gradi Fahrenheit (meno due gradi Celsius), il punto di congelamento dell’acqua di mare, secondo PBS Nature.

Gli orsi polari sono eccellenti nuotatori: il loro nome scientifico, Ursus maritimus, significa “orso di mare”, secondo lo zoo di San Diego. Usano i loro grandi piedi anteriori per pagaiare e le zampe posteriori come timoni. È noto che questi orsi possano nuotare per più di sessanta miglia (cento chilometri) senza sosta.

Abitudini

Gli orsi polari sono solitari. L’animale trascorrerà le sue giornate seduto sul ghiaccio vicino a una buca, aspettando di potere da lì pescare una bella e carnosa foca da pappae. Questo stile di caccia è chiamato “caccia da fermo”. Gli orsi polari cercheranno anche le tane delle foche, si schianteranno dentro i loro covi e uccideranno le foche all’interno.

A differenza di altri orsi, gli orsi polari non vanno in letargo in inverno, secondo lo zoo di San Diego. Continuano a cacciare, a meno che il clima non sia estremamente freddo. Quindi possono cercare riparo in una tana di neve.

Dieta

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: la caccia di foche è la loro vita (Foto Unsplash)

La principale fonte di cibo dell’orso polare sono le foche. La loro dieta a base di carne li rende, ovviamente, dei carnivori in tutto e per tutto. Se l’offerta di cibo è abbondante, mangeranno esclusivamente grasso di foca. Questo pasto ad alto contenuto calorico aiuta gli orsi ad accumulare riserve di grasso, che mantengono sani gli orsi polari tra le poppate e aiutano a mantenere la temperatura corporea costante. Secondo PBS Nature, gli orsi polari hanno bisogno di due chilogrammi di grasso ogni giorno. Ciò equivale a circa centoventuno libbre (ossia cinquantacinque chilogrammi) e fornisce energia per circa otto giorni.

Se la caccia alle foche non va bene, gli orsi polari mangiano tutto ciò che possono trovare, come pesce, uova, vegetazione, renne, roditori, uccelli, bacche e immondizia umana.

Riproduzione

Le femmine di solito partoriscono nei mesi di novembre o dicembre, dopo una gestazione di otto mesi. In preparazione, gli animali scavano una specie di grotta da un banco di neve in cui poi avverrà il parto e avranno i loro cuccioli. Questa grotta è chiamata “tana di maternità”.

Un orso polare femmina in genere dà alla luce due gemelli, sebbene siano stati registrati singoli e terzine. Alla nascita, un cucciolo pesa soltanto una libbra o poco più (circa mezzo chilo), ma crescono molto rapidamente. I cuccioli dipendono dalle loro madri per il calore e il latte da nutrimento, che ha il trentasei percento di grassi, secondo lo zoo di San Diego. Entro la primavera, i cuccioli sono fuori dalla tana, esplorano, e a due anni sono completamente maturi. Gli orsi polari vivono dai quindici ai vent’anni.

Tassonomia e classificazione

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: partoriscono in inverno (Foto Unsplash)

Secondo l’Integrated Taxonomic Information System (ITIS), gli orsi polari sono una delle otto specie della famiglia Ursidae. La loro classificazione completa è:

Regno: Animalia
Subkingdom: Bilateria
Infrakingdom: Deuterostomia
Phylum: Chordata
Subphylum: Vertebrata
Infraphylum: Gnathostomata
Superclass: Tetrapoda
Classe: Mammalia
Infraclass: Eutheria
Ordine: Carnivora
Sottordine: Caniformia
Famiglia: Ursidae
Genere e specie: Ursus maritimus

Stato di conservazione

Secondo la Lista rossa delle specie minacciate dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), gli orsi polari sono sicuramente vulnerabili: il loro numero sta diminuendo e il loro habitat, il ghiaccio marino, si sta sempre più riducendo. Si ritiene che vi siano solo dai venti ai venticinquemila orsi polari che vivono allo stato brado. La IUCN riferisce che si prevede che la calotta polare si scioglierà completamente entro i prossimi cento anni. Questo lascerà gli orsi polari senza una casa e influenzerà notevolmente la popolazione dell’orso polare.

Gli orsi polari sono inseriti nell’elenco delle specie in pericolo di estinzione degli Stati Uniti come “minacciati”. Sono protetti dal Marine Mammal Protection Act, secondo il US Fish & Wildlife Service.

Orsi polari e cambiamento climatico

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: si chiamano anche “orsi di mare” (Foto Unsplash)

Il loro grasso non soltanto mantiene caldi gli orsi polari, ma aumenta anche la loro galleggiabilità quando nuotano.

Gli orsi polari hanno calzini incorporati. Il fondo delle loro zampe è coperto di pelliccia per tenerle calde e per aiutare con la trazione in situazioni scivolose (tipo i nostri calzini anti-sdrucciolo).

Un orso polare può fiutare il foro di respirazione di una foca da più di mezzo miglio di distanza, secondo lo zoo nazionale. Gli orsi sentono l’odore di una foca sul ghiaccio a venti miglia (ossia trentadue chilometri) di distanza.

Lo zoo nazionale afferma che gli orsi polari riescono a catturare le loro prede, però, solamente nel due percento dei loro tentativi.

Gli Inuit continuano a cacciare orsi polari per la loro carne e la loro pelliccia, ma la caccia è attentamente regolata da un sistema di quote, secondo Polar Bears International. I cacciatori rispettano l’anima dell’orso (“tatkok”) appendendo la pelle in un posto d’onore nel loro igloo per diversi giorni. Gli Inuit chiamano gli orsi polari “Nanuk” e credono che siano saggi, potenti e “quasi come gli uomini”.

Il popolo Sami (o Lappone) rifiuta di pronunciare il nome dell’orso polare per paura di offenderlo. Invece, lo chiamano “cane di Dio” o “vecchio con il mantello di pelliccia”, secondo Polar Bears International.

Orsi polari e cambiamento climatico: sfatiamo tutti i falsi miti per dire l’assoluta verità

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: sono vittima delle fake news (Foto Unsplash)

Sicuramente, dopo aver scoperto qualcosa di nuovo riguardo alla specie dell’orso polare e alle sue caratteristiche peculiari, ti starai chiedendo E adesso, cos’altro mi può interessare?. Quello che resta da dire sono delle semplici risposte, soluzioni alle domande che ogni persona intelligente di questo mondo, in questo esatto momento, si starà ponendo e che riguardano la sicurezza e la salvaguardia di tutti gli ecosistemi, non soltanto di quello artico. Il cambiamento climatico ci coinvolge tutti molto da vicino e, per prevenire i suoi effetti disastrosi, una delle cose che dobbiamo fare, necessarie, è informarci il più possibile e comprendere come esso agisce e influisce sulla vita di tutti gli esseri viventi.

Ci sono molti meno orsi polari oggi rispetto a una volta?

Negli anni ’60, divenne chiaro che gli orsi polari erano stati seriamente impoveriti dalla caccia commerciale, di sussistenza e sportiva. Regolamentare questa attività nel 1973 ha permesso alle popolazioni di aumentare, ma ampie aree rimangono non studiate, rendendo incerte le tendenze demografiche.

Sappiamo che alcune delle diciannove popolazioni di orsi polari sono stabili, alcune potrebbero essere in crescita e altre in calo, con perdite recenti fino al cinquanta percento.

Qual è il più grande rischio per gli orsi polari?

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: il surriscaldamento e lo scioglimento li stermineranno (Foto Unsplash)

I cambiamenti climatici stanno causando cambiamenti significativi nell’estensione, nelle condizioni e nella tenuta del ghiaccio marino in tutto l’Artico. Gli orsi polari hanno bisogno del ghiaccio marino per cacciare le foche e queste riduzioni stanno portando a un minor numero di nascite di cuccioli e a tassi di sopravvivenza ridotti. Il ghiaccio marino sta scomparendo a diverse velocità attraverso l’Artico, quindi ogni popolazione sta rispondendo su una scala temporale diversa.

Gli orsi polari potrebbero adattarsi a una vita senza mare ghiacciato?

Gli orsi polari si sono evoluti per sfruttare il grasso di foche ricco di energia. Le popolazioni che consumano prede terrestri come uova di uccelli marini e pulcini risalgono a centinaia di anni fa, ma la frequenza crescente di tali documenti riflette il tempo extra che gli orsi trascorrono ora a terra.

Tuttavia, queste fonti alimentari sono inadeguate a sostenere un’intera popolazione e, inoltre, la nicchia dell’orso terrestre è riempita da orsi bruni, che prosperano in un artico in fase di riscaldamento.

Tutti gli scienziati sono d’accordo che la questione “orsi polari e cambiamento climatico” sia tra le più importanti di questa epoca?

Orsi polari e cambiamento climatico
Orsi polari e cambiamento climatico: gli scianziati hanno un parere unanime su di loro (Foto Unsplash)

Alcuni sforzi per screditare la ricerca che mostra che gli orsi polari sono a rischio sembrano mirare a seminare dubbi sulla scienza dei cambiamenti climatici e a indebolire il supporto per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Ma il consenso tra gli scienziati dell’orso polare è chiaro: la perdita di ghiaccio marino è una grave minaccia alla sopravvivenza della specie a lungo termine.

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Simona Strani