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Eutanasia del cane o gatto: cosa sente, quando farla e che dice la legge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15
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L’eutanasia del cane o del gatto pone di fronte a domande come cosa sente l’animale domestico, quando farla, secondo la legge, e come affrontare il lutto.

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Eutanasia cane o gatto: che cosa dice la legge e quando farla per il suo bene (Foto dal web)

Gli animali, così come gli esseri umani, sono esseri senzienti e cioè sono in grado di provare dolore ma anche paura, stress e ansia. Questo è stabilito da diverse leggi italiane. Di conseguenza, quando l’animale prova un dolore eccessivo, alcuni proprietari sono messi di fronte alla scelta dell’eutanasia cioè di sopprimere il proprio animale.

Il veterinario deve ottenere il consenso dei proprietari dell’animale domestico, dopo averli correttamente e sufficientemente informati, della procedura diagnostica che sta per espletare, tranne in caso di manovre salvavita e di pronto soccorso per l’animale.

Eutanasia del cane, gatto e altri animali domestici: cosa dice la legge e come comportarsi

Eutanasia o soppressione nel gatto: quando e come farla secondo la legge (Foto Flickr)

Di fronte all’opzione dell’eutanasia il veterinario dovrà quindi fornire tutte le indicazioni necessarie ai proprietari dell’animale, tenendo conto della sensibilità e della capacità di recepire le informazioni di questi ultimi in modo da renderli pienamente consapevoli della scelta che andranno a fare.

Eutanasia o soppressione, cosa sono, c’è differenza tra le due?

L’eutanasia è consigliata dal veterinario, che è colui che è competente secondo la legge nella valutazione del benessere animale, secondo le leggi 281/91 e 189/04, solo nei casi in cui l‘animale abbia una malattia terminale e l’organismo si sia ormai assuefatto ai farmaci o una patologia incurabile che non permette all’animale di mangiare o deambulare e gli provoca grandi sofferenze. L’eutanasia in senso stretto viene quindi intesa nel senso proprio del termine (che in greco significa dolce morte), come sollevamento dell’animale dalle sue sofferenze.

Esiste anche un altro tipo di eutanasia che è la soppressione, che viene utilizzata invece nel caso di pericolosità certificata dell’animale. In entrambi i casi l’animale verrà sedato in modo da perdere la coscienza.

Non sempre è necessario ricorrere all’eutanasia. In alcuni casi si può scongiurarla con l’impianto di moderne protesi, come nel caso di Vito, il primo gatto “bionico” italiano.

Eutanasia del cane: il proprietario deve essere presente?

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Eutanasia del cane: perché il proprietario deve assistere (Foto Facebook)

Se la scelta di ricorrere o meno all’eutanasia va discussa con il veterinario caso per caso, quello su cui diversi veterinari sono d’accordo è che il proprietario sia presente negli ultimi momenti di vita del suo animale domestico.

Prima di perdere coscienza il cane è spaesato in un ambiente non familiare, nella clinica, e cerca conforto nella presenza del proprietario. Quindi, nonostante molte persone scelgano di non assistere all’eutanasia perché per loro è una scena troppo dolorosa, è preferibile sopportare questo dolore per permettere una morte serena al proprio cane, al quale è giusto essere accanto anche in questo momento estremo. Alcuni veterinari e cliniche forniscono un servizio di eutanasia a domicilio: in questo caso il cane si sentirà meno spaesato ma avrà comunque bisogno della presenza dei suoi cari.

Eutanasia: Che cosa sente l’animale? Fido soffre? E come si può elaborare il lutto dopo?

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Eutanasia nel cane: cosa sente e come elaborare il lutto

Una fase importante è quella anteriore alla perdita di coscienza. L’animale deve stare in un ambiente il più possibile confortevole e accompagnato da facce amiche, che dovranno cercare di far trasparire il meno possibile ansia, stress e angoscia, per non trasmettergliele. Il proprietario del cane può provare a rivolgersi a uno psicologo, spesso presente nelle cliniche, per affrontare al meglio questo momento.

L‘animale domestico non prova alcun tipo di dolore durante l’eutanasia. Dopo che il cane o il gatto avranno perso coscienza grazie alla somministrazione di un farmaco adatto, in assenza di dolore sopraggiungeranno per loro in ordine l‘arresto cardiorespiratorio e poi la perdita delle funzioni cerebrali, il tutto in pochi minuti.

Il lutto per la perdita di un animale domestico non è sempre semplice da superare. Per quanto riguarda l’eutanasia, se la decisione è stata presa esclusivamente a beneficio del cane (e non come accadeva spesso in passato quando l’animale veniva soppresso perché i farmaci per lui erano costosi o non si aveva voglia di dedicare il proprio tempo ad un animale malato), non dovete sentirvi in colpa: concentratevi sul fatto che ha smesso di soffrire.

Potete provare a superare il lutto facendo qualcosa in ricordo del vostro cane o gatto: dedicandogli dei versi, piantando un albero (ci sono diversi siti che aiutano l’utente a questo scopo) o facendo una donazione. Pensare che in qualche modo una parte del vostro animale sia ancora viva è di grande aiuto. Se proprio il dolore per il lutto è insopportabile, potete rivolgervi a uno psicologo.

Fonte: Missione Veterinario

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Teresa Franco