Home Cronaca Spettacoli circensi: l’Italia prova a dire basta alla presenza di animali

Spettacoli circensi: l’Italia prova a dire basta alla presenza di animali

CONDIVIDI
Spettacolo in un circo (Pixabay)

Dietrofront del governo sull’emendamento alla delega per il codice dello spettacolo che prevedeva la “graduale riduzione” degli animali dal circo. Il cosiddetto emendamento Ranucci è stato infatti fatto decadere, anche per via di una discrepanza con il testo originario. Questo prevedeva infatti la “graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali” nei circhi.

In seguito, il testo aveva contemplato ‘solo’ una “graduale riduzione dell’utilizzo degli animali”, rendendo secondo le associazioni animaliste praticamente inefficace la riforma. Per l’Enpa – Ente nazionale protezione animali – che aveva lanciato un appello ai senatori della VII Commissione del Senato, Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport affinché non votassero l’emendamento Ranucci, si tratta di “una vittoria morale”.

Ha spiegato la presidente Carla Rocchi: “Parlare di ‘graduale riduzione’ non ha alcun senso logico, se non quello forse di compiacere qualche lobby ancora affezionata a forme di spettacolo anacronistiche e sempre più impopolari”. La senatrice di Sinistra Italiana, Loredana De Pretis, aggiunge: “Una grande vittoria morale e culturale, una battaglia di civiltà che va oltre gli schieramenti politici. Non abbasseremo comunque la guardia in aula, affinché si arrivi allo stop definitivo all’so degli animali nei circhi”.

La senatrice Pd Maria Rosa Di Giorgi, qualche settimana fa, al Gr Parlamento dichiarava: “Non uscirà una legge che prevede l’abolizione degli animali dal circo, questo già lo voglio dire con una certa chiarezza perché ritengo che sia importante garantire lo stato degli animali…, essere molto attenti, rinvigorire anche tutte le questioni relative ai controlli, altrimenti ci troveremmo nella situazione – se fossimo drasticamente orientati a eliminare questa forma di arte con animali – di vedere tutte le attività circensi andare verso gli altri paesi europei, dove pur con una sensibilità molto evoluta, ci sono esperienze anche molto consolidate di circo con animali”.

Proprio sulla base di quelle che erano state le parole della relazione del provvedimento, ora il presidente Ente Nazionale Circhi, Antonio Buccioni, dichiara: “Le pressioni esercitate anche nelle ultime ore dalla lobby animalista hanno prodotto il disastro, per evitare il quale, da molti mesi, in tanti avevamo lavorato, in modo trasversale agli schieramenti politici. Il primo che dovrà assumersi la responsabilità di quanto accaduto è il Ministro Franceschini, che sta decidendo di mandare a morte un intero settore, con conseguenze gravissime di vario genere (in primis di ordine occupazionale), comprese quelle di accendere uno scontro sociale foriero di ripercussioni anche in termini di sicurezza”.

Insiste Buccioni: “In nessuno dei principali Paesi d’Europa vige un divieto assoluto agli animali nei circhi come quello che si vorrebbe far diventare legge in Italia. Non ci faremo espropriare dei nostri animali per regalarli ai cosiddetti Centri di recupero gestiti da organizzazioni animaliste, ci batteremo strenuamente e in ogni sede per difenderci. Non accetteremo soprusi e violenze, rifiutiamo quello che si prefigura come un atto di forza e di sterminio, visto che l’eliminazione degli animali dai circhi è un provvedimento contrario alla logica, al buon senso e alle evidenze scientifiche”.

Nelle scorse settimane, l’amministrazione comunale di Montemurlo, in provincia di Prato, aveva usato la mano dura contro circhi e luna park ed erano state vietate sfilate con pony, giraffe, leoni e quant’altro, e cambieranno anche le norme relative agli spettacoli itineranti. Il percorso che porterà all’eliminazione degli animali dagli spettacoli circensi sembra essere a una svolta, anche se pochi sono i circhi – e pochi i Paesi europei – che è possibile considerare virtuosi e nei quali gli animali di ogni tipo, da quelli selvatici a quelli più comuni, non vengono sottoposti a maltrattamenti ingiustificati.