Home Cronaca Abbandonato in un recinto, un cane muore tra atroci sofferenze

Abbandonato in un recinto, un cane muore tra atroci sofferenze

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(foto pubblico dominio)

Un cane di razza Springer, nero e bianco, è morto dopo essere stato lasciato in un piccolo recinto dalla sua padrona, a Titignano nel comune di Cascina. Qualche giorno fa era partita la segnalazione di alcuni cittadini alla polizia municipale. Le forze di polizia locale sono intervenute nella proprietà della donna, ora sanzionata dal Comune. Il cane era però già morto.

L’animale era stato soffocato dalla catena con cui la sua proprietaria lo teneva normalmente.Troppo era il tempo che era rimasto legato. Probabilmente lo Springer avrebbe cercato di togliersi quella catena, peggiorando la sua condizione, fino a restare strozzato. Impossibile soltanto immaginare l’agonia e le sofferenze del povero Springer. La proprietaria dell’animale, una donna di 56 anni residente in un’altra provincia, è stata rintracciata. Dovrà anche spiegare perché tenesse il suo cane nella proprietà di Titignano, se non vi abitava.

Non essendo presente al momento del decesso del cane, la 56enne non dovrà rispondere di maltrattamento di animali. Peraltro è difficile dimostrare che sia stata lei a legarlo prima di andare via dalla proprietà. Poco conta che il cane fosse sotto la sua custodia. Perciò la proprietaria dello Springer è stata sanzionata per la violazione dell’articolo 7 comma 4 del regolamento comunale per la tutela degli animali. Praticamente la morte dell’animale vale appena una sanzione amministrativa.

Troppi tristi precedenti

Sono purtroppo episodi ricorrenti: qualche giorno fa, un uomo ha lasciato il cane legato alla ruota dell’auto sotto il sole cocente. L’episodio nel parcheggio del centro commerciale “Il Gigante” di Curtatone. L’uomo è andato a fare tranquillamente la spesa. Ma un poliziotto della questura, libero dal servizio, arrivato poco dopo per fare anche lui compere, ha notato tutto. Il proprietario dell’animale ora dovrà rispondere del suo gesto.

Un mese prima, rischiava di morire lì, sul terrazzo condominiale, senza acqua né riparo dal sole, un giovane meticcio, simile a un labrador. Era stato abbandonato dal padrone a Pero, nel milanese. Provvidenziale è stata la segnalazione di una vicina di casa, che abita nel palazzo di fronte e ha notato quel povero cane dimenarsi e cercare di arrampicarsi su uno dei parapetti del terrazzo, rischiando di cadere nel vuoto.

Un altro episodio, legato a una distrazione, è avvenuto in Toscana, nel comune pisano di Pontedera. Un uomo era andato al lavoro facendo si che il proprio cane rimanesse nella vettura esposta alla canicola. Nelle stesse ore, un episodio simile in via Baldo degli Ubaldi, a Roma. A inizio giugno, a Milano, un cane chiuso in balcone per diverse ore, esposto al clima torrido del fine settimana del 2 giugno, si è lanciato dal balcone.

Con le medesime modalità, si è lanciato dal quarto piano di un palazzo ad Andria un cane, che però si è salvato. Era agosto dello scorso anno, quando a Brindisi, un cane, di razza Bouledogue Français, era morto dopo 6 ore di straziante agonia, abbandonato sul balcone di casa.

GM