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Abbandono animali: lascia il gatto legato al guinzaglio sul balcone

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sofferenza animali
Gatto sul balcone

Lasciano il gatto legato al guinzaglio sul balcone

Una storia che si ripeteva ogni giorno. Prima di uscire di casa, prendeva il gatto e lo legava fuori in balcone. I vicini esasperati e stanchi di assistere a quella scena hanno deciso d’intervenire e di fare qualcosa per quel povero animale, mettendosi in contatto con le guardie zoofile dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali).

Sono state sufficienti alcune fotografie del povero animale, legato sul balcone, inviate successivamente alla Procura di Roma per far scattare la procedura del sequestro di animali. Un provvedimento scaturito dopo aver accertato gli estremi di abbandono di animali, in base all’articolo 727 del codice di penale, applicato a “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttivi di gravi sofferenze”.

Le guardie zoofile hanno così dato il via alla missione “freecat”, presentandosi presso l’abitazione della proprietaria dell’animale, situata a Boccea, una zona di Roma.

All’arrivo dei volontari, il gatto incuriosito ha provato a sporgersi dal balcone. Purtroppo la corda era così corta che arrivava a malapena alla ringhiera. Il micio soprannominato “Prisoner” è un soriano, un cucciolo di appena un anno.

Maltrattamento animali

Alla sua età, avrebbe dovuto giocare libero. Invece, era stato costretto alla catena che gli impediva addirittura di camminare o di inarcare la schiena. Condizioni che violano la natura stessa del gatto, la sua indipendenza e autonomia.

La condizione in cui la donna ha detenuto il gatto violava decisamente la natura stessa dell’animale. Ma non solo. Possiamo anche immaginare ai pericoli legati alle temperature della stagione per cui il gatto rischiava anche un colpo di calore.

Le guardie zoofile hanno atteso per circa tre ore il ritorno della proprietaria. Al suo arrivo, la donna si è giustificata sostenendo che era stata costretta a legarlo perché scappava.

Una scusa alla quale ha replicato un vicino, chiedendole “se è questo il problema, come mai allora non lo tiene dentro casa? Forse teme che graffi la tappezzeria o semini il pelo ovunque. Ma allora perché comprare un gatto se non si è disposti a venire incontro alla sua natura?”.

Il giovane esemplare è stato trasferito presso il gattile della Muratella dove aspetterà che qualcuno lo adotti per conoscere finalmente il significato della libertà.

C.D.