Home Cronaca Abruzzo, strage di cani da tartufo: è allarme

Abruzzo, strage di cani da tartufo: è allarme

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avvelenato

Nel bosco secolare di Scodanibbio, nel comune di Castel di Sangro, al confine tra Abruzzo e Molise, dove i monti di Atleta sono rinomati per l’abbondanza dei tartufi, si sta verificando una vera e propria strage di cani: in totale si contano ben 19 esemplari intossicati, tra i quali ben nove cani sono morti per avvelenamento. In attesa dei responsi dell’autopsia si ipotizza che i cani siano stati avvelenati da stricnina o più semplicemente da sostanze topicide, più facili da trovare sul mercato.

Una situazione allarmante e intenzionale per cui c’è chi sparge questi boccini avvelenati nelle aree più note come tartufaie. Non trattandosi di un fenomeno isolato, le autorità che stanno indagando sul caso, pensano anche a qualche squilibrato che vuole allontanare persone provenienti da altre regioni.Lo stesso Comune interessato, lo scorso anno aveva cercato di vietare l’area ai non residente. Una decisione alla quale si oppose l’associazione micologica tartufai abruzzesi (Amta) in base alla legge 66 della Regione Abruzzo.

Renato Alfredo, vicepresidente dell’associazione tartufai Alto Sangro, ha espresso preoccupazione in quanto “questa volta, da quanto appreso, siamo di fronte a un episodio che mi lascia veramente sbalordito e addolorato per la crudele sorte dei poveri animali”.

Sul posto sono iniziate le operazioni di bonifica ad opera del Corpo forestale dello Stato che si sta avvalendo della collaborazione dei Nuclei cinofili antiveleno della Forestale.

Condanna da parte del Sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso che ha definito “il gesto deplorevole non solo sull’essere vivente più caro all’uomo ma anche a danno di una categoria produttiva importantissima per il sistema economico del territorio. È giunto il momento di porre in essere un’azione incisiva per la prevenzione di tali eventi che stanno assumendo proporzioni davvero impressionanti”.