Home Cronaca “Aiuto, il mio gatto mi sta aggredendo”, paura per un’anziana donna

“Aiuto, il mio gatto mi sta aggredendo”, paura per un’anziana donna

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(websource/archivio)

Una singolare richiesta di aiuto quella giunta da una donna, che è stata attaccata dal suo gatto e per questo ha dovuto fare ricorso alle cure mediche, presso l’ospedale di Pordenone. La padrona del felino è stata anche sottoposta a profilassi contro la rabbia, mentre il micio, dopo essere stato catturato dai vigili del fuoco, su disposizione del Servizio veterinario è stato portato nel ricovero per animali ‘La Cuccia’, che si trova ad Azzano Decimo. L’episodio intorno a mezzogiorno, quando le urla dell’anziana proprietaria del gatto hanno richiamato l’attenzione di un vicino di casa.

A causa di quello che è sembrato essere un vero e proprio raptus da parte dell’animale, la donna, che vive da sola, si è dovuta chiudere in terrazza. Il gatto, che a detta della donna e del soccorritore, sembrava letteralmente imapzzito, avrebbe graffiato e morso la sua proprietaria in più parti del corpo e le avrebbe provocato diverse ferite. La donna avrebbe provato inutilmente a difendersi, poi vistasi seriamente in difficoltà e presa dal panico ha iniziato a urlare e a chiedere aiuto.

Sono diversi i motivi che rendono un gatto aggressivo, come vi abbiamo spiegato qualche tempo fa: tra questi, il sentimento di paura, la difesa del territorio e una contatto fisico troppo prolungato che lo infastidisce. E’ piuttosto facile accorgersi del gatto che sta per diventare aggressivo nel gioco, ad esempio quando assume la posizione del predatore, accovacciandosi, abbassando le orecchie che si muovono all’indietro, mentre la coda iniziata a muoversi da una parte all’altra del corpo. Per imparare a capire come reagisce il gatto è importante anche conoscere il linguaggio del suo corpo come i movimenti della coda (clicca qui) oppure interpretare il suo sguardo (clicca qui). L’invito, in ogni caso, è quello di non usare atteggiamenti punitivi nei confronti dei felini domestici, che in molti casi si rilevano controproducenti.