Home Cronaca Allevamento abusivo: lo scenario degli orrori a Palestrina

Allevamento abusivo: lo scenario degli orrori a Palestrina

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cane morto

Raccapricciante, sconvolgente e tanta amarezza. Uno scenario degli orrori con decine di animali morti, altri in condizioni disperate, costretti a sopravvivere mangiando i resti delle carcasse.

Un allevamento abusivo nelle campagne di Palestrina, in provincia di Roma, dove gli animali erano stati abbandonati a loro stessi e venivano fatti morire di fame. L’intervento delle guardie zoofile dell’organizzazione Earth è partito, lo scorso 7 dicembre, dopo una segnalazione con tanto di video che mostrava decine di cuccioli detenuti in delle gabbie di conigli.

Immediata la reazione del comandante Alfredo Parlavecchio che ha inviato un nucleo di guardie sul posto. Ma, la polizia volontaria, riconosciuta dalla Regione Lazio e dalla Prefettura, che agisce in difesa degli animali su segnalazione dei cittadini – scrive Earth – non avrebbe mai pensato di trovarsi di fronte ad una tale situazione.

Il luogo di proprietà di un uomo di sessant’anni, si è presentato da subito nel suo più terrificante aspetto con il cadavere di un cavallo parzialmente mangiato, forse da alcuni cani che si trovavano nelle vicinanze, magri sfiniti e legati a catena. Un puledrino di circa 5 mesi rimasto senza gli occhi e le labbra, probabilmente prelevati da cornacchie e rapaci.

Nell’allevamento sono stati trovati sei cani di razza usati per la riproduzione e per i quali non c’è stato nulla da fare, in quanto giacevano a terra morti di fame, di sete e di freddo con la catena al collo. Mano a mano che le guardie si sono inoltrate nel luogo, sono stati trovati altri dodici cani che si lamentavano, alcuni dei quali detenuti in delle gabbie strette e sporche altri a catena. Tra questi, uno di loro  aveva la ciotola dell’acqua coperta da una rete e  non riusciva a bere.

Una situazione veramente preoccupante tanto che Earth ha chiesto l’intervento della Asl RmG , dei carabinieri e del servizio di igiene pubblica per poter effettuare il sequestro dell’area, con scheletri e carcasse di animali.

L’allevatore non solo aveva cani e cavalli ma vi erano anche volatili di diverse razze come pappagalli, canarini, gallinacei e columbidi, tenuti in gabbie di fortuna senza cibo e acqua. Inoltre sono state trovare delle tartarughe Trachemis che si cibavano del bacino di un cavallo immerso nell’acqua, mentre una testuggine Hermanni, specie protetta, ha avuto un destino diverso. Ovvero, il carapace dell’esemplare deceduto giaceva sopra un mobiletto della struttura.

In totale sottolinea Earth sono stati sequestrati 160 animali che adesso dovranno ricevere cure veterinarie.

“L’uomo sarà denunciato per maltrattamento ed uccisione di animali e per tutti i reati connessi alla sua illecita attività. Faremo di tutto perché gli venga comminata una pena adeguata ai reati commessi perché possiamo solo immaginare le sofferenze di quei cani morti di stenti mentre una catena gli stringeva il collo. Qui non si tratta solo di disinteresse nei confronti degli animali, ma di vero e proprio sadismo ed una persona così è socialmente pericolosa”, ha commentato Valentina Coppola, presidente di EARTH,