Home Cronaca Animali e rituali: resti di capra, gallo e oca sgozzati vivi sulla...

Animali e rituali: resti di capra, gallo e oca sgozzati vivi sulla spiaggia ad Ostia

CONDIVIDI
rituali animali
Resti del gallo ritrovato sulla spiaggia

Resti di animali sulla spiaggia di Ostia. Uccisi per rituali

Orrore sul litorale romano. In una nota diramata dalla Le.I.D.A.A. (Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente), presieduta dall’on. Michela Vittoria Brambilla, sono stati trovati resti di animali sulla spiaggia libera Ostia Ponente.

Le immagini condivise da Leidaa mostra “la testa di un capretto, un’oca e un gallo sgozzati”.

Rinaldo Sidoli, responsabile nazionale iniziative speciali LeIDAA. ha commentato che si tratta di “un orrore inaccettabile”.

“Ci sono tutti gli elementi che si possa trattare di rituali. La testa di capra si usa per la fertilità. La testa del gallo viene usata nei riti vudù nigeriani. L’oca rappresenta il simbolo di protezione domestica e di fecondità”, specifica la onlus.

sacrifici animali
Testa di capra e di oca sulla spiaggia ad Ostia, nel Lazio

Nella denuncia, inviata ai media, l’organizzazione auspica che sia avviata un’indagine sulla vicenda. La speranza è quella di risalire ai responsabili di questa crudeltà, “riconducibile a
rituali raccapriccianti che coinvolgono animali, uccisi con grande ferocia”.

Leggi anche–> Riti vudu a Torino: galline e gatti sgozzati da sacerdotesse della magia nera

Sacrifici animali rituali

Secondo le indiscrezioni, non sarebbe il primo ritrovamento nella zona. Infatti, viene sottolineato che sono stati registrati “indizi della celebrazione di riti satanici e vudù in altre occasioni, all’interno delle rovine della Villa di Plinio o della spiaggia libera di Castelporziano”.

Leggi anche–> Solstizio d’estate: animali a rischio per rituali arcaici

“Per ogni forma di maltrattamento ed uccisione di animali, il reato contestato è quello previsto dall’articolo 544 ter del codice penale che punisce chi ferisce o sevizia un animale con la reclusione da tre mesi ad un anni, e con la multa massima di 15 mila euro”. Ricorda Sidoli, concludendo che “questa non è libertà di culto. È il comportamento deviato di soggetti pericolosi per la società che danno sfogo alle proprie pulsioni violente e sadiche su esseri indifesi”.

Un orrore senza fine che vede ancora una volta animali vittime di crudeltà. Proprio a ridosso del solstizio d’estate, questa vicenda ricorda i massacri perpetrati in tutto il mondo in occasione di ricorrenze o sacrifici ritualistici.

Possiamo solo immaginare la sofferenza e il dolore inflitto a quelle povere bestiole, trascinate sulla spiaggia, per essere uccise barbaramente.

Leggi anche–> I festival e le ricorrenze di massacri di animali compiuti in tutto il mondo

C.D.