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Arrestato per sevizie e uccisione di un pincher: la proprietaria trovò il video sui social

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pincher

L’orrore e la disperazione di una donna alla quale era stato rubato il cane, un pincher che è stato poi seviziato, picchiato selvaggiamente e ucciso. La persona responsabile del gesto aveva filmato tutto quanto e poi condiviso il video sui social, appositamente per farlo vedere alla proprietaria.

Il caso accaduto nel 2015 aveva indignato come accade sempre la rete. Dopo aver visto il video, la donna residente a Pescia in provincia di Pistoia aveva denunciato  il caso ai Carabinieri.

A distanza di un anno, l’uomo è stata individuato. Si tratta di un giovane di 27 anni, residente nello stesso comune della donna, conosciuto dalle forze dell’ordine che questa volta gli hanno notificato una denuncia per uccisione di animale.

Secondo le indiscrezioni il ragazzo si sarebbe vendicato per dissapori e contrasti che la sua famiglia aveva con la proprietaria del cane mentre  il quotidiano locale Iltirreno ha riportato che la donna era la ex del ragazzo. Il quotidiano descrive la scena raccapricciante alla quale la povera donna ha assistito alla morte in diretta del suo cane: “La bestiolina è acquattata rasente il muro. Orecchi bassi, occhi che strillano aiuto. L’uomo, un giovane residente a Pescia, posiziona la videocamera e si avvicina. Afferra il segugio per la coda, lo sbatte uno, due, tre volte contro la parete”, poi viene sottolineato che il cane “impietrito, non si muove” viene seviziato con pugni, fino alla sua morte. Il povero animale non ha neanche guaito, tanto era l’orrore che stava subendo.

Per rendere giustizia a quel povero cagnolino diverse associazioni Liv Toscana, Leal Arezzo e Fae Italia Polo Giuridico ma anche associazioni di animalisti presenteranno denuncia al tribunale di Pistoia.

Mentre è stata promossa una petizione su Change.org per far sì che sia dato il massimo della pena indirizzata al Tribunale di Pistoia, ai Carabinieri di Montecatini Terme e al Canile hermada Montecatini Terme. Il reato penale prevede la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa da 5.000 a 30.000 euro.

Ferma condanna da parte di chi ha già sottoscritto la petizione che ha raccolto in pochissime ore oltre 26 mila firme e deve arrivare a 35mila.

Intanto i cittadini di Pescia stanno cercando di organizzare una fiaccolata, per chiedere che venga fatta giustizia. Un gesto che di certo va punito e che lascia un profondo dolore per la sofferenza inflitta a quella povera bestiolina solo per l’assenza di comunicazione per frustrazioni individuali di persone che non dovrebbero vivere in una comunità: “GAETANO FOCO NON AVEVA, NE HA IL DIRITTO di fare dell’esistenza degli altri, ciò che vuole, SOPRATTUTTO DEGLI ANIMALi CHE NON POSSONO DIFENDERSI”, viene sottolineato in caratteri cubitali nella petizione.

Tra i commenti lasciati da chi ha già sottoscritto l’appello, troviamo quello di una persona vicina al giovane: “Mi vergogno di vivere nello stesso condominio di questo essere!”, sottolineando che il ragazzo non può essere chiamato “umano”.

Ci sono molti altri casi di cronaca in cui i cani sono vittime di litigi tra ex fidanzati. Recentemente la notizia di un uomo che aveva filmato le sevizie che aveva inflitto al cane della sua ex in Germania. Forse non è tanto una moda, né emulazione ma raptus di follia e di rabbia durante i quale le persone accecate dall’odio colpiscono esseri indifesi come anziani, bambini e animali.

Per firmare la petizione clicca  “Firmiamo la petizione perché Gaetano Foco venga condannato per questo orrendo gesto!