Home Cronaca Arrostisce un cane per mangiarlo: la macabra scoperta

Arrostisce un cane per mangiarlo: la macabra scoperta

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Migranti in Italia

Usi, costumi e tradizioni. In alcuni paesi non si mangia la carne di maiale per religione, in altri si mangia quella di cane, di gatto, di vitello o di maialini d’india. Consuetudini che appartengono ad una società e una cultura che entrano spesso in contrasto quando si parla d’integrazione. Tuttavia, ci sono delle leggi specifiche in ogni paese e delle norme sul piano internazionale in materia come per la tutela e il benessere degli animali.

Elementi che sicuramente, in un’ottica non solo animalista, ma anche sul piano sanitario devono essere considerati. Alcuni animali infatti hanno delle malattie che possono essere trasmesse all’uomo. Batteri di vari tipo che si possono contrarre in caso di cibi che non sono controllati o conservati rispettando certe procedure: dall’abbattimento dell’animale, per cui viene tutelata la sua dignità e la sua sofferenza in parte, alle procedure di macellazione fino al suo commercio.

Una premessa con la quale introdurre un fatto raccapricciante registrato in Calabria. Quello di un cane che è stato arrostito e mangiato da un giovane straniero. I resti dell’animale, come le zampe e la coda bruciati, sono rinvenuti nel centro di accoglienza per migranti di Briatico, nel Vibonese.

Le autorità locali sono intervenute dopo la segnalazione di una volontaria di un’associazione animalista. La giovane donne avrebbe visto il ragazzo di nazionalità nigeriana di 29 anni intento ad arrostire il povero cane.

Sul caso i carabinieri del luogo hanno avviato un’indagine per ricostruire la dinamica. In base alla legge in vigore, non solo in Italia è vietato mangiare carne di cane o di animali che irentrano nella cosidetta categoria di animale domestici e di affezione. E’ reato penale maltrattare e uccidere un animale e anche gli animali da reddito sono tutelati da precise norme per cui il loro abbattimento deve rispettare determinate procedure.

Le norme citate sopra definiscono le linee guida generali della legge: sta poi a Regioni e Comuni il compito di introdurle nei propri statuti e ordinamenti. Come si vede, la quasi totalità delle norme riguarda il benessere dei cosiddetti animali d’affezione, che nel nostro paese sono principalmente cani e gatti. Gli animali d’affezione in generale sono definiti come quegli animali

Il giovane migrante durante l’intterogatorio delle forze dell’ordine avrebbe negato di aver ucciso l’animale. Il ragazzo ha sostenuto di aver trovato il cane morto sul bordo della strada. Secondo quanto sostenuto dal ragazzo, si tratterebbe di “un piatto molto apprezzato nel suo paese”.

Divieto mangiare animali domestici: la legge in Italia

Gli animali d’affezione sono definiti come animali ” tenuti, o destinati ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità”. Da questa norma sono esclusi gli animali selvatici. Lo stesso Regolamento (CE) n. 998/2003 del 26 maggio 2003) ha stabilito un elenco di questi animali che non possono essere in nessun modo commestibili:

Cani
Gatti
Furetti
Invertebrati (escluse le api ed i crostacei)
Pesci tropicali decorativi
Anfibi e rettili
Uccelli (esclusi i volatili previsti dalle direttive 90/539/Cee e 92/65/Cee)
Roditori e conigli domestici

C.D.