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Basta test cosmetici su animali: ok del Parlamento Europeo

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test cosmetici animali
(foto pubblico dominio)

Dal marzo 2013, l’Unione Europea ha introdotto il divieto totale di utilizzare animali per testare i prodotti finiti, gli ingredienti dei cosmetici e la vendita di prodotti testati su animali. Si trattò di un primo passo verso la definitiva messa al bando. Infatti, nel settembre del 2016, ci fu una sentenza della Corte Europea che ribadiva il divieto di importazione di prodotti testati. Un ulteriore passo venne fatto poi nei mesi scorsi, quando fu direttamente il Parlamento Europeo a occuparsi della messa al bando globale per le sperimentazioni su animali per i cosmetici. La questione venne posta in Commissione Ambiente, che ora si è espressa.

Test cosmetici su animali: a marzo l’ok del Parlamento europeo

La risoluzione, varata all’unanimità in Commissione ambiente con 63 voti favorevoli e 1 astensione, è stata presentata dai deputati Sirpa Pietikäinen (Ppe), Miriam Dalli (S&d), Julie Girling (Ecr), Frédérique Ries (Alde), Stefan Eck (Verdi), Marco Affronte (Verdi), Eleonora Evi (Efdd) e Sylvie Goddyn (Efdd). Il mese prossimo, sarà l’Aula del Parlamento europeo a legiferare in maniera definitiva sul tema. I membri della commissione Ambiente sono stati chiari: “L’Ue dovrebbe lanciare una corsa diplomatica per un divieto mondiale di sperimentazione animale sui cosmetici prima del 2023”. Viene quindi ricordato che nonostante la messa al bando avvenuto nel 2013 all’interno dell’UE, ciò non ha impedito all’industria cosmetica in territorio comunitario di svilupparsi, creando due milioni di posti di lavoro circa.

Le cifre dei test cosmetici su animali

Del resto, quasi l’80% dei paesi in tutto il mondo consente ancora la sperimentazione sugli animali. Quei prodotti cosmetici vengono poi commercializzati. Per non parlare del fatto che la sperimentazione sugli animali viene testata prima fuori dall’Unione Europea, quindi gli stessi test vengono ripetuti in territorio comunitario con metodi alternativi. Inoltre, sottolinea ancora la mozione, “la mancanza di dati attendibili sui prodotti importati nell’Ue resta un problema serio”. Si tratta di un gioco delle tre carte che gli eurodeputati vogliono fermare e per questo chiedono ai leader dell’Ue di utilizzare le loro reti diplomatiche per instaurare un tavolo di discussione, che arrivi poi alla definitiva messa al bando. Si tratta di una questione molto sentita e che in Europa ha univocità di giudizio: secondo  l’indagine svolta da Eurobarometro nel marzo del 2016, l’89% dei cittadini dell’Ue ritiene che l’Europa dovrebbe essere in prima fila nel promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza del benessere degli animali.

GM