Home Cronaca Caccia. Cani vittime delle trappole dei bracconieri: “Pene più severe”

Caccia. Cani vittime delle trappole dei bracconieri: “Pene più severe”

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Cani vittime dei bracconieri

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Cappio bracconieri

Con la riapertura della caccia, torna in primo piano il triste fenomeno del bracconaggio. Il CABS, associazione di volontari specializzata in antibracconaggio che monitora il fenomeno ha denunciato negli ultimi mesi diversi casi di cani vittime di trappole dei bracconieri.

In ultimo, la vicenda di un cane recuperato dai Vigili del Fuoco di Teano, in provincia di Caserta, dopo essere scivolato nel fiume Volturno nei pressi di Pratella. Secondo quanto segnalato in un comunicato dal Cabs, è stato scoperto che il cane, che per fortuna sta bene, era rimasto intrappolato in un laccio. A tutti gli effetti, si è trattato di un cappio disposto da un bracconiere.

“Il cane di Pratella è solo l’ultima vittima del poco punito bracconaggio italiano. I lacci sono in realtà dei cappi metallici che possono stringere al collo come all’addome o a un arto il macapitato animale. L’uso di questi lacci, ma anche di tagliole e altri arnesi di tortura, è comunissimo ma solo in pochissimi eventi si viene a sapere della loro presenza”, denuncia il Cabs, ricordando le diverse vicende registrate negli ultimi tempi, tra le quali, un grosso cane salvato dai Vigili del Fuoco di Lamezia Terme (CZ) con un cappio metallico per cinghiali lo aveva preso al collo. Oppure il caso di un grosso cane gravemente ferito da un profondo taglio circolare all’addome causato dal solito cappio a nodo scorsoio per cinghiali A Sommariva del Bosco (CN) un cane è stato invece salvato con una zampa rimasta intrappolata in una tagliola.

“I cosiddetti lacci dei bracconieri, come quello di Pratella, procurano atroci sofferenze e una lenta morte.- Non sono rari i casi di amputazione della zampa bloccata dal nodo scorsoio che stringe sempre più ad ogni tentativo di fuga. Se il laccio, invece, arriva a cingere l’addome la morte sopraggiunge per rottura del diaframma mentre il soffocamento porrà fine all’atroce agonia dei poveri animali rimasti bloccati per il collo”.

Ecco perché, l’associazione antibracconaggio, sollecita le istituzioni a riflettere sul tema e ad inasprire le sanzioni riguardo al bracconaggio in Italia.

“I reati previsti dalla legge venatoria sono tutti di natura contravvenzionale mentre, al pari dei reati contro gli animali d’affezione, occorrono reati-delitti”. Conclude il Cabs.

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C.D.

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