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Canicattì: volontari trovano testa di cane mozzata davanti al rifugio

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Si chiamano intimidazioni mafiose che sopraggiungono dopo le minacce. Un avvertimento esplicito quello lasciato da ignori davanti ad un rifugio di due volontarie Angelica Carneiro e Federica Anzaldi che ci ha rilasciato un’interessante intervista nella quale ha raccontato delle difficoltà quotidiane con le quali queste due giovani donne devono confrontarsi ogni giorno in un territorio ostile e indifferente al destino dei cani. “Il coraggio dei pochi” avevamo intitolato l’intervista e a buon ragione. Infatti, a distanza di neanche un giorno, le due volontarie recandosi presso il rifugio dove accolgono una trentina di esemplari salvati dalla strada o da condizioni di maltrattamento, si sono trovate dinanzi ad una scena agghiacciante: la testa di un cane, un meticcio lupoide, mozzata.

La giovane volontaria ha filmato la scena per denunciare sui social quanto accaduto. Purtroppo, la situazione a Canicattì, in provincia di Agrigento è davvero drammatica e se il fenomeno del randagismo in tutta la Sicilia richiederebbe una strategia seria da parte delle istituzioni vi è la più totale indifferenza al problema. I volontari come molte associazioni sono costretti a lavorare in silenzio, ogni giorno, a tutte le ore per tutelare le creature più innocenti, facendo i conti anche con criminalità organizzate che gestiscono ad esempio i combattimenti illegali tra cani, oppure che hanno il controllo di alcuni rifugi e canili e che sono interessate a prendersi una fetta del settore cercando di accaparrarsi attraverso i bandi la gestione di servizi di tutela e protezione animali.

Una realtà distante anni luce anche nella mentalità stessa di molte persone che considerano gli animali come oggetti da sfruttare.

“Ho riflettuto molto prima di pubblicare questo video in quanto molto forte. Consiglio a chi è debole di stomaco di non guardarlo! In breve, oggi, abbiamo trovato una bella sorpresa, una testa di cane mozzata nel nostro rifugio”, scrive la Anzaldi nel post condiviso in rete, chiedendosi se si tratta dell’ennesima minaccia.

“Forse diamo fastidio? Probabile…ma chi se ne frega, noi continuiamo…ho deciso alla fine di pubblicarlo per farvi capire quello che siamo costrette a subire qui in Sicilia ogni giorno, tutto dettato dall’ignoranza e dalla cattiveria umana! Può sembrare banale e scontato quello che facciamo, ma non è per nulla bello trovarsi di fronte questo scempio! Non se ne può più!!!”, continua la volontaria, esprimendo la propria rabbia e la propria indignazione di fronte a queste persone senza scrupoli che, in parte protette da una realtà omertosa, possono continuare a dettare legge in un territorio dove le istituzioni non rispondono e forse, dove vi è una convivenza tra politica e criminalità organizzata.

Le due volontarie da diversi anni stanno portando avanti una loro iniziativa e da sole, come ci aveva raccontato Anzaldi nell’intervista, si trovano di fronte alle emergenze, nonostante le difficoltà anche economiche. Di sicuro, questa ennesima intimidazione non fa che alimentare dolore e sofferenza nell’animo di chi non riesce a restare indifferente ai poveri cani che ogni giorno, in Sicilia vengono abbandonati, maltrattati e crudelmente uccisi. Il timore di denunciare, la paura per i cani, fa sì che tutto svanisca come sempre nel nulla.

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