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Cerca esemplari di grossa taglia per abusare sessualmente di loro

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In alcuni paesi, la zooerastia è ben regolamentata e ammessa. Addirittura in Germania vi sono delle case chiuse dove è possibile chiedere di fare sesso con un animale. Negli ultimi anni, in base a diverse indagini, emerge che si tratta di un fenomeno in aumento e questo anche nel Belpaese, dove spesso e volentieri si registrano vicende con al centro rapporti sessuali tra persone e animali.

Una perversione che mette a repentaglio la vita stessa dell’animale vittima di abusi e non di rado, viene ucciso dopo il rapporto o muore a causa delle conseguenze di un rapporto di quel tipo, che arriva a provocare lesioni ed emorragie interne. Non è certo un bel argomento da trattare. Tuttavia, essendo un fenomeno in crescita è necessario estendere la tutela sugli animali anche in Italia, dove, come sottolinea Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente non vi è ancora una legge che lo vieti.

Ed è proprio Aidaa ad aver presentato una denuncia, riguardo a diverse segnalazioni pervenute all’associazione di un uomo di una sessantina di anni, a Torino, cerca cani di grande taglia per intrattenere rapporti sessuali. L’uomo di nome Giuseppe si farebbe addirittura aiutare dalla stessa figlia.

Secondo le indiscrezioni, padre e figlia non solo cercherebbero esemplari femmine di grandi dimensioni, sterilizzate ma anche preferibilmente quelle con un carattere remissivo, evidentemente per poterli sfruttare meglio.
La segnalazione è pervenuta da una persona fidata, una volontaria che ha negato l’adozione di un cane al sessantenne dopo che quest’ultimo avrebbe tentato di mettersi in contatto con altri volontari. Anche in questo caso, pare che l’uomo fosse alla ricerca spasmodica di annunci in rete di adozione di cani.

“Non è il primo caso ma questa è una segnalazione precisa con nome e cognome che abbiamo verificato che invieremo alla procura del capoluogo piemontese. Oltre a fare sesso con i cani che riesce a recuperare, l’altra cosa che ci preoccupa è che spesso non si sono avute notizie successive dei cani che potrebbero essere stati violentati e poi uccisi”, commenta Croce, annunciando di aver avviato un’indagine, per accertare i fatti e capire che fine abbiano fatto i cani.

Il caso è stato segnalato alle autorità. Tuttavia, la zooerastia non essendo un reato nel Belpaese, è sempre difficile arrivare ad ottenere giustizia in questi casi, anche se vi è una sentenza della Cassazione n.5979/2012 con la quale un allevatore è stato condannato per il reato di maltrattamento in quanto costringeva i suoi cani ad avere rapporti sessuali con alcune donne.