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Cina: cani e gatti esclusi dalla lista degli animali allevati a scopo alimentare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:06
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In Cina il ministro dell’Agricoltura ha escluso i cani e i gatti dalla lista degli animali allevabili a scopo alimentare.

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Cina: cani e gatti ora esclusi dalla lista degli animali commestibili (Foto Public Domain Pictures)

Mercoledì il ministero dell’Agricoltura cinese ha proposto un elenco di 31 animali terrestri che gli agricoltori avrebbero potuto allevare per scopi alimentari o commerciali. Il tanto atteso documento è considerato una “lista bianca” ufficiale di animali “da fattoria”, nato in seguito al recente divieto a livello nazionale della Cina di mangiare animali selvatici.

Cina: cani e gatti esclusi dalla lista degli animali allevabili a scopo alimentare

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Cina e la grande svolta: cani e gatti non saranno più allevati per essere mangiati

Nel mezzo dell‘epidemia COVID-19, inizialmente rintracciata in un mercato umido nella città centrale di Wuhan, il principale organo legislativo cinese a febbraio ha vietato il consumo di animali selvatici terrestri, citando preoccupazioni per la salute pubblica e ha esortato il Ministero dell’agricoltura a ripensare a quali animali dovrebbero essere allevati e destinati a diventare un cibo. Prima dell’uscita dell’elenco, allevatori di animali e ambientalisti si sono scontrati in un acceso dibattito su quali animali dovrebbero essere inclusi.

La proposta comprende 18 tipi di bestiame e pollame “tradizionali” (maiali, mucche, bufali d’acqua, yak, pecore, capre, cavalli, asini, cammelli, conigli, galline, anatre, oche, tacchini, piccioni e quaglie) nonché 13 tipi di bestiame e pollame “speciali” (cervi, renne, alpaca, faraona, fagiani, pernici, struzzi). Quattro animali di quest’ultimo gruppo – visoni, procioni e due specie di volpi – possono essere allevati solo a fini commerciali diversi dal cibo.

Il ministero dell’agricoltura ha affermato che mentre gli animali “speciali” hanno una lunga storia di allevamento in cattività, le popolazioni selvatiche di questo gruppo rientrerebbero nella gestione della National Forestry and Grassland Administration – e sarebbero quindi vietate per il consumo come cibo.

La proposta del ministero afferma specificamente che i cani sono “animali da compagnia” e quindi non dovrebbero essere raggruppati tra il bestiame. Nel corso degli anni, i mercati neri e grigi della carne di cane in Cina hanno suscitato forti critiche da parte di ambientalisti e attivisti per il benessere degli animali.

Sun Quanhui, consulente scientifico senior di World Animal Protection, una non profit internazionale, ha dichiarato a Sixth Tone che l’elenco appena pubblicato è coerente con il sentimento prevalente tra il pubblico cinese e la comunità internazionale.

All’inizio di questo mese, la città meridionale di Shenzhen ha proibito il consumo di cani e gatti, con i trasgressori che hanno subito sanzioni pari fino a 10 volte il valore commerciale dell’animale consumato.

Mentre Shenzhen è stata la prima città in Cina a istituire un tale divieto, Sun ritiene che non sarà l’ultima. “Dopo Shenzhen, prevediamo che più province e città includano il consumo di carne di cane e gatto nella loro legislazione”, ha affermato.

Il ministero dell’Agricoltura interrogherà l’opinione pubblica sulla proposta politica di mercoledì il prossimo mese.

La National Forestry and Grassland Administration ha affermato che gli agricoltori costretti a smettere di allevare animali a scopo alimentare perché non sono nella nuova lista bianca saranno risarciti da parte del governo.

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T. F.