Home Cronaca Il cinghiale Fufi era diventato una mascotte: nessuna pietà dai bracconieri

Il cinghiale Fufi era diventato una mascotte: nessuna pietà dai bracconieri

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Fufi a Cuorgné era una specie di mascotte, che però è stato abbattuto, come racconta Marco Maggio, un residente che lo aveva preso a cuore. “Non sono bravo con le parole,ma vorrei raccontarvi di un’amicizia particolare. Un’amicizia che può esistere tra uomo e animale,ma stavolta l’animale in questione è (anzi era) un bellissimo cinghialino”, racconta Marco su Facebook. La vicenda è stata ripresa da molti gruppi social che l’hanno rilanciata.

L’uomo, che ha postato anche due video, sottolinea: “Tutto è iniziato quando un giorno questo piccolino è comparso dal bosco….si vedeva che era troppo piccolo per stare da solo,della madre nessuna traccia. Abbiamo iniziato un po’ tutti a tirargli del pane duro…perché era chiaro che aveva fame. Settimana dopo settimana lui ha capito che qui da noi non c’era pericolo,che non volevamo fargli del male,anzi….qui si poteva fidare…a tal punto di avvicinarsi…e viene la tentazione di toccarlo…”.

Dapprima diffidente, Fufi lentamente si lascia attirare e stringe amicizia con Marco e gli altri. Però qualcuno non la pensa così: “Quegli uomini di cui lui si fidava, poco importava a lui che avessero una tuta mimetica e che imbracciassero un fucile,per lui erano umani. Poco è importato agli umani che quel cinghialino fosse piccolo e indifeso e che non avesse nessuna paura di loro, anzi, era più facile mirarlo!”.

I cacciatori, infatti, ne approfittano della situazione e un mattino, assente Marco perché al lavoro, uccidono il piccolo Fufi. Marco Maggio evidenzia: “Ho voluto condividere con voi questa storia perché la morte del piccolo Fufi non deve essere vana. Io ci credo che c’è un posto migliore di questo mondo, dove lui adesso è… però non è giusto morire così giovani, non per mano di uomini che pensano solo ad avere un trofeo in casa”.

Recenti vicende simili

Vicende del genere ne abbiamo raccontate anche in passato. A Vagli, in provincia di Lucca, in Toscana, un giovane cinghiale avrebbe invaso l’orto di una persona la quale ha denunciato l’animale alla polizia provinciale. In difesa del cinghiale, chiamato Alfredo, è sceso in campo il sindaco. A giugno, il cinghiale Agostino, 90 chili di peso, si è insediato nel Parco della Galleana, a Piacenza, costringendo le autorità a un provvedimento di chiusura. Alla fine, tra le proteste degli animalisti, il cinghiale è stato abbattuto.

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GM