Home Cronaca Ecco Cinzia, la ‘snake sitter’ che non va mai in vacanza

Ecco Cinzia, la ‘snake sitter’ che non va mai in vacanza

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Cinzia Marchi (Facebook)

Di solito, vengono considerati animali che fanno paura, ma lei – Cinzia Marchi, titolare da 10 anni di Rettil Jungle – li adora. Così tanto da prendersene cura mentre i loro proprietari sono in vacanza in una struttura ad hoc. Qui infatti si possono trovare rettili di ogni specie, amorevolmente protetti da Cinzia Marchi. “Non ci aspettavamo questo successo: al momento ospitiamo 40 esemplari, ciascuno nel suo terrario”, spiega al quotidiano ‘Il Giorno’.

Due sono i nuovi ospiti solo negli ultimi giorni: un pitone reale e un boa constrictor. “Preciso che non diamo loro in pasto topi vivi”, dice Cinzia Marchi. E aggiunge: “Non ci piace il sadismo inutile, preferiamo ricorrere a piccoli roditori congelati, soppressi con l’anidride carbonica. Agata invece è nostra: un esemplare albino di pitone delle rocce indiano, siamo alla ricerca di un rettilario serio cui regalarla. È lunga tre metri ma potrebbe arrivare a sei, ha bisogno di uno spazio adeguato, almeno una decina di mq”.

Specie molto particolari ospiti della struttura

Ma quali sono gli altri rettili presenti nella struttura? “Abbiamo quindici esemplari di Pogona Vitticeps, o drago barbuto. Questi lucertoloni sono nati in cattività, in natura si trovano in Australia. Sono molto diffusi nelle famiglie con bambini: non mordono e si può lasciarli liberi per casa. Mangiano frutta, verdura e insetti, vivono al massimo 15 anni. Fra i sauri alloggiati da noi c’è qualche esemplare di geco leopardino, originario dell’Asia meridionale. Questo è meglio non darlo in mano ai bambini: potrebbe venire stritolato. Poi ci hanno dato in custodia un camaleonte velato o Chamaeleo Calyptratus, originario dello Yemen. Il più bello è il Furcifer Pardalis, camaleonte del Madagascar”.

Cattura l’attenzione poi una minuscola rana blu e gialla. Cinzia Marchi spiega a tal proposito: “Appartiene alla famiglia delle Dendrobatidi. Nelle foreste del Sud America, gli indigeni estraggono dalle ghiandole cutanee il veleno impiegato per avvelenare le frecce. La velenosità sembra legata alla loro alimentazione in natura, soprattutto formiche. In cattività non bisogna averne timore perché si cibano con moscerini della frutta e piccolissimi grill”.

Se però qualcosa si aspettasse di trovare rettili in casa di Cinzia, sbaglierebbe tutto. Perché lei di animali nella propria abitazione non ne possiede neanche uno. La sua passione, infatti, la spinge a passare fin troppo tempo in negozio tra loro. “Trascorro con loro già quasi tutta la mia vita…”, chiosa la donna.

 

GM