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Combattimenti tra cani nel quartiere Montesilvano a Pescara: “Più controlli necessari un alcune zone”

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@Getty images
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Ancora combattimenti illegali tra cani. Questa volta è accaduto nel quartiere di  Montesilvano a Pescara dove il residente di un quartiere, esasperato ha filmato un combattimento in pieno pomeriggio tra due giovani pitbull, aizzati l’uno contro l’altro per strada, davanti ai cancelli delle abitazioni. Nel filmato si vede un uomo seduto su una sedia che guarda combattere due cani che aizza tra loro. Ad un certo punto, un ragazzo interviene a favore dei cani e viene preso a pugni dall’altro uomo.

Scene all’ordine del giorno come racconta lo stesso testimone esasperato da una situazione che va avanti da mesi. Infatti, come ha raccontato al quotidiano Geolocal, il residente ha spiegato che questi cani vengono addestrati in modo indisturbato per strada da gruppi di persone che li aizzano anche contro altri animali come piccoli gatti randagi o altri cani.

Montsilvano, quartiere periferico di Pescara è diventata una giungla e i residenti raccontano che c’è un rottweiller diventato il padrone di un parco pubblico, per cui alcuni proprietari non riescono più a portare a passeggio i loro cani.

Carmelita Bellini, guardia zoofila nella provincia ha riferito che “il problema non sono i cani tenuti regolarmente, con il microchip che ne documenta il padrone che ne è poi responsabile. Il problema è il commercio dei pitbull dati a chiunque, anche a ragazzini, a 100, 150 euro. Animali senza microchip e dunque senza iscrizione all’anagrafe canina, frutto di incroci improbabili quanto pericolosi, smerciati da chi con un cane si improvvisa allevatore tanto per tirare su due soldi. Ma gli avvisi stanno comparendo un po’ dappertutto e il problema c’è chi se li prende senza saperli gestire. O peggio, per addestrarli ad aggressività e combattimenti. Servono più controlli, altrimenti è una bomba che scoppierà”.

Dello stesso avviso, il vice presidente della sezione locale della Lega Nazionale difesa del Cane, Pierluigi Guidi, il quale ha confermato la criticità delle adozioni dei cani di razze pericolose nel canile comunale gestito dall’associazione a Pescara: “Si tratta di una realtà sentita nel canile comunale, dobbiamo stare attenti a chi diamo questi esemplari, a maggior ragione cani di razze di questo tipo. Il problema sta anche nel dare cani di piccola taglia come pure i gatti che vengono utilizzati come esche”.

Guidi ha spiegato che la realtà dei combattimenti di cani legati al giro di scommesse illegali è in calo grazie ad interventi mirati: “La situazione è migliorata negli ultimi anni grazie anche alla collaborazione delle guardie zoofile, delle autorità ma anche dei cittadini che segnalano i casi e riusciamo ad intervenire. Purtroppo non abbiamo dati certi sulla casistica dei combattimenti tra cani- prosegue il vicepresidente di Lndc – Si tratta di un fenomeno culturale, legato a quartieri periferici dove ci sono nicchie di popolazione con disagi economici sociali e piccole criminalità dove vige ancora il mito che il cane deve essere grande e aggressivo”.

Lo stesso Guidi ha ricordato che troppe volte queste razze cadono in mani sbagliate e che non si tratta della razza che è pericolosa ma bensì chi li addestra in un certo modo. In passato ci sono stati casi di sequestri di pit bull con cicatrici, un fenomeno in calo, anche se è difficile per i volontari individuare sacche di criminalità organizzata. Il problema fondamentale risiede nell’assenza di controllo da parte delle autorità: “Ci vorrebbe più controllo in queste sacche di popolazione che vivono in realtà periferiche e collegate a spaccio e dedite alla piccola delinquenza e che spesso vengono ignorate dalle autorità che le conoscono e così anche i loro cani sono vittime di questi ambienti”, afferma Guidi, concludendo che sarebbe necessario fare maggiore informazione per sensibilizzare ed educare la popolazione ad interagire con i cani e a rispettarli e non utilizzarli come oggetti, addestrati ad essere aggressivi.