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Crudeltà animali, minacce ai volontari del canile: “Impiccheremo i cani”

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Volontari minacciati in canile

Minacce ai volontari del canile minacciati: “I cani li troverete impiccati”.

E’ comparso nel pomeriggio un cartello affisso sul cancello del canile di Partinico a Palermo, con una scritta raccapricciante nella quale sono stati minacciati i volontari.

“Vi diamo una settimana per levare ‘sti maledetti cani. Poi li troverete impiccati uno a uno. Merde di volontari”.

A rendere noto l’accaduto, gli stessi volontari, referendo che all’interno della struttura sono ospitati 20 cuccioli.

La notizia è subito rimbalzata in rete ed è stata ripresa dalle agenzie stampa e i quotidiani.

Immediata la solidarietà delle associazioni animaliste. Animalisti Italiani onlus ha diramato una nota denunciando l’accaduto, anticipando di presentare un esposto contro ignoti.

“Esprimiamo solidarietà e vicinanza a tutti i volontari. Non possiamo far finta di nulla, presenteremo un esposto contro ignoti. La violenza contro chi non può difendersi non ci lascia indifferenti”.

La onlus animalista ha ricordato che “le condizioni in cui si trovano ad operare i volontari del sud d’Italia sono al limite della esasperazione”.

Canili e interessi mafiosi

Un messaggio intimidatorio “di stampo mafioso” per Animalisti italiani, che invita i volontari a non farsi “intimidire”.

“Troveremo la forza di restare uniti per fronteggiare questi rigurgiti di intolleranza che non ci appartengo. Noi difendiamo la vita in tutte le sue forme”, conclude Animalisti Italiani.

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Purtroppo, in passato si sono verificate vicende simili. Volontari vittime di intimidazioni come a Canicattì dove gli animalisti hanno ritrovato la testa di un cane mozzata appesa all’ingresso del rifugio. Animali massacrati in altre occasioni da chi aveva forse degli interessi privati sulle proprietà occupate dai rifugi per accogliere i cani. Un giro d’affari che fa gola alla malavita.

Non a caso, recentemente, è scoppiato il caso del traffico dei cani dei canili verso il nord europa.

Una situazione esasperante che spesso non trova il supporto delle istituzioni che lasciano i volontari soli non solo di fronte alle emergenze randagi. Come sempre sono gli animali indifesi, esemplari salvati, recuperati da maltrattamenti che ci rimettono.

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C.D.