Home Cronaca Cuccioli bruciati vivi: l’orrore in provincia di Salerno

Cuccioli bruciati vivi: l’orrore in provincia di Salerno

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Persone malate. Non vi è un’altra spiegazione per definire chi compie atrocità nei riguardi di esseri indifesi. Ogni volta, rimbalzano sui media parole di sdegno e rabbia, ma la verità resta sempre la stessa.

A Marina di Eboli, nel salernitano, è stata trovato una cucciolata di pochi mesi carbonizzata. Solo un cucciolo è sopravvissuto con gravi ustioni e danni respiratori provocati dalle inalazioni del fumo mentre la madre è in evidente stato di shock, per la violenza che ha subito nel vedere, probabilmente bruciare i suoi cinque cuccioli, senza poter far niente.

Secondo la ricostruzione dei fatti, alcuni cittadini avevano visto provenire del fumo da una pineta nei pressi della spiaggia e sentivano dei lamenti strazianti, allertando subito i vigili del fuoco che intervenendo sul posto dopo aver spento l’incendio hanno fatto la macabra scoperta.

Di fronte a questo orrore, la sezione di Salerno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane pubblicando un post di denuncia sul suo profilo Facebook, si è chiesta ancora una volta: “Perché tutta questa violenza nei confronti di poveri cuccioli indifesi?”, domandosi se sia “possibile che nessuno ha visto nulla? Possibile che nessuno ha sentito le urla strazianti dei cuccioli che venivano arsi vivi?”.

Un gesto di una cattiveria inaudita perpetrato da una o più persone che sono a tutti gli effetti dei criminali che andrebbero arginati e giustamente puniti. Non si tratta più di giustificare queste azioni con scuse con le quali viene ripetuta la solita tiratela sulle tradizioni antiche o contadine: usanze che non possono più essere tramandate oggigiorno, in una società civile. Quelle che perpetrano l’affogamento di una cucciolata scomoda, nata perché i proprietari sono incapaci di gestire i loro animali. Diciamo le cose come stanno: proprietari che sono indifferenti ai loro animali, che lasciano girovagare liberi e rimediano al “fattaccio” uccidendo a sangue freddo. C’è un limite a tutto e la grave assenza delle istituzioni, il non monitoraggio delle autorità competenti che dovrebbero controllare se gli animali vengono registrati oppure no, comporta e consente questo tipo di crudeltà.

“Ditemi adesso se può definirsi umano chi ha fatto questo!  Ditemi adesso se vi sentite tranquilli a sapere che chi ha fatto questo, gira come se nulla fosse successo nella nostra città! Ditemi adesso quando le leggi cominceranno a punire questi criminali come si deve”, scrivono i volontari.