Home Cronaca Eutanasia ai randagi: torna l’incubo in Vento

Eutanasia ai randagi: torna l’incubo in Vento

CONDIVIDI

canile

I riflettori sul tema dell’eutanasia continuano ad essere accesi. Negli ultimi tempi sono emersi numerosi casi in cui amministrazioni locali per affrontare il randagismo hanno riaperto l’ipotesi di introdurre l’eutanasia per cani e gatti vaganti.

La sezione della Lega Abolizione Caccia in Veneto ha denunciato che il Consiglio regionale ha bocciato gli emendamenti del consigliere Andrea Zanoni del Pd con i quali veniva chiesto lo stanziamento di fondi per la legge regionale n.60 del 1993 sulla “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”.

I tre emendamenti che sono stati respinti nella votazione di bilancio 2016 in Consiglio regionale del Veneto veniva stabilito di finanziare interventi delle Asl e dei veterinari di sterilizzazione di cani e gatti per combattere il randagismo, per programmi di educazione e formazione sulla tutela degli animali per le scuole e per la popolazione, per finanziare restauri e nuovi rifugi per cani e gatti gestiti dalle associazioni animaliste.

Contrari a questa strategia si sono espressi gruppi consiliari di maggioranza Ln, Lista Zaia, Forza Italia, Indipendenza Veneto e Fdi,mentre erano a favore i gruppi consigliari Pd, Amp, M5S e delle altre forze di opposizione.

Nel comunicato la Lac ha riportato le dichiarazioni di Zanoni, consigliere e vice presidente della Commissione ambiente che ha denunciato: “Trovo vergognose le affermazioni fatte in Aula del collega Valdegamberi a favore dell’eutanasia dei nostri sfortunati amici a quattro zampe costretti ad essere rinchiusi nei rifugi a causa di gente cattiva che li ha abbandonati in strada. Ricordo a Valdegamberi e a tutta la sua maggioranza che Regioni del loro stesso colore politico come la Lombardia hanno stanziato ben 2 milioni di euro quando qui in Veneto siamo a zero euro avendo bocciato anche questi tre emendamenti che stanziavano la modica cifra di 260.000 euro”.

Successivamente Zanoni ha anche ringraziato “le 34 associazioni animaliste e i loro migliaia di iscritti che si sono prodigati per chiedere ai consiglieri regionali del Veneto dei minimi fondi per la legge regionale sugli animali d’affezione. Ricordo a loro che purtroppo questa stessa maggioranza i fondi per la caccia invece li ha trovati, destinandone con un emendamento approvato a mezzanotte di sabato altri 500.000 euro che sono stati addirittura tolti alla formazione professionale a danno dei nostri giovani che cercano lavoro”.