Home Cronaca Fattorino sbranato dai cani, l’appello: “Non abbatteteli”

Fattorino sbranato dai cani, l’appello: “Non abbatteteli”

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(Pixabay)

Ha destato molto clamore, nei giorni scorsi, la vicenda di un catanese di 52 anni, Agatino Zuccaro, dipendente di una ditta di spedizioni espresse, che ha perso la vita. Da quanto finora ricostruito, l’uomo doveva fare una consegna in una proprietà privata, la “Tenuta Walter”, una struttura ricettiva a circa 4 chilometri dal centro abitato di Portopalo. Avrebbe parcheggiato il furgone, per poi addentrarsi per circa cento metri, alla ricerca della destinataria del pacco.

Si sarebbe visto circondato da tre grossi cani e sarebbe stato colto da un improvviso malore. Stroncato dall’infarto, Agatino Zuccaro sarebbe stato sbranato dai cani, come testimonierebbero diversi morsi sul corpo. Sarebbero stati i proprietari della struttura a lanciare l’allarme, quando hanno notato il furgone con il portellone aperto. Nessuna traccia in un primo momento dell’uomo. Lo hanno poi trovato sotto un albero.

L’ipotesi che sia morto di malore e poi sarebbe stato sbranato dai cani, quando era ormai cadavere, è quella prediletta dagli inquirenti. Ma per il capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, che ha aperto un’inchiesta sulla morte, le cose stanno diversamente: “L’autopsia sarà eseguita nella mattinata ma dai primi accertamenti i morsi dei cani sembrano vitali”, ha spiegato ai cronisti.

Rischiano di essere soppressi

In sostanza, i tre cani sono considerati direttamente responsabili del decesso dell’uomo. Un’ipotesi che ha allarmato le associazioni a difesa degli animali. Infatti, i cani, su segnalazione di un veterinario in servizio all’Azienda sanitaria provinciale, sono stati trasferiti sotto stretta osservazione a Siracusa. Non è però del tutto improbabile che qualcuno possa chiederne la soppressione.

Ad esempio, sembra molto preoccupato da tale ipotesi Lorenzo Croce, presidente di AIDAA. Spiega infatti a nome dell’associazione che si batte per la difesa degli animali e dell’ambiente: “Abbiamo paura che a qualcuno venga in mente di chiedere la loro soppressione nonostante loro abbiamo solo fatto il loro dovere. Per questo ci rendiamo da subito disponibili ad un eventuale loro recupero, anche se crediamo che debbano essere restituiti ai loro legittimi proprietari”.

Nei mesi scorsi, il caso della piccola Victoria, la bambina di Flero sbranata dai pitbull di famiglia, ha riaperto il dibattito sulla pericolosità di alcune razze.

GM