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Festival di Yulin, ancora polemiche: “Controlli anche in Italia”

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Ancora polemiche sul Festival di Yulin, il consumo di carne di cane e i rischi anche nel nostro Paese, l’appello: “Controlli anche in Italia”.

Festival Yulin
(Pixabay)

Puntualmente con il solstizio d’estate ha preso il via in Cina il festival di Yulin, dove viene somministrata carne di cane. Si tratta di una realtà di cui spesso vi abbiamo dato notizia e che attivisti di tutto il mondo vogliono fermare. Se ne è interessato anche il governo cinese, ma finora praticamente nulla è cambiato. Il Yulin Dog Meat Festival è in programma fino al 30 giugno e probabilmente porterà al massacro di migliaia di cani.

Il consumo di carne di cane: rischi anche in Italia?

A pochi giorni dal via, alcuni cani sono stati tratti in salvo. Ma non basta: infatti, nel paese le torture proseguono. Come se non bastasse, dalla Cina arrivano le notizie più disparate, alcune ovviamente tutte da appurare ma che destano preoccupazione. Si sottolinea, tra l’altro, che il piatto dei genitali di cane è considerato un “piatto prelibato“. Per molti, sarebbe addirittura simbolo di virilità e il suo consumo viene perciò considerato quasi propiziatorio. Una tradizione, dunque, che turba molte associazioni animaliste e il cui eco arriva anche nel nostro Paese, dove la comunità cinese è molto nutrita.

La denuncia arriva dal presidente dell’Aidaa, Lorenzo Croce, che invita a prestare la massima attenzione: “Senza creare leggende metropolitane, ma in passato non sono mancate le segnalazioni di possibili macellazioni di carne di cane anche in Italia, da qui la richiesta che ci pare quantomeno legittima di chiedere controlli a campione nei ristoranti cinesi ed etnici dei paesi dove si mangia la carne di cane, e nelle macellerie, al fine di verificare che non vengano commessi reati e non venga servita la carne di cane e ancora meno i loro genitali”. Intanto, dall’Italia è partito nei giorni scorsi alla volta della Cina anche Davide Acito, il quale lo scorso anno è riuscito a fondare il primo rifugio italiano in Cina, chiamato l’Island Dog Village.

Per approfondire –> Davide Acito: chi è l’attivista italiano che si batte contro il festival di Yulin

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