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Fiamme a Peschici: paura per il canile andato in fiamme

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L’incendio di Peschici (Facebook)

Non sembrano esserci dubbi sulla natura dolosa degli incendi che hanno devastato Peschici. E’ andato in fiamme un canile con circa 50 ospiti. Francesca Toto, delegata LNDC per la provincia di Foggia e anche volontaria di Protezione Civile, ha raccontato quanto avvenuto: “Le fiamme erano ovunque e abbiamo avuto davvero paura per gli animali custoditi nel canile. La cosa positiva è stata vedere come il mondo del volontariato si è mosso per prestare soccorso”.

“Nel giro di mezz’ora avevamo a disposizione i mezzi per spostare i cani” – dice ancora Francesca Toto – “Grazie al coordinamento provinciale che racchiude varie associazioni nazionali e locali, avevamo trovato le strutture pronte ad accogliere questi cani”.

Gli animali non sono stati però spostati immediatamente. Quando il vento è cambiato, le fiamme sono tornate quindi a lambire il canile. A quel punto l’unica soluzione è stata aprire i recinti e lasciare che i cani scappassero. Oltre al grande spavento per i cani, nessuno è rimasto intrappolato tra le fiamme e tutto è andato per il meglio.

L’intervento di Piera Rosati

La presidente LNDC, Piera Rosati, è stata costantemente in contatto con la sua volontaria a Peschici e ora spiega: “Questi avvenimenti mostrano sempre più la necessità di istituire un corpo di Protezione Civile Animale che possa intervenire in maniera efficiente in queste calamità”.

“Ad oggi mancano piani di evacuazione e una progettualità per le strutture di ricovero di animali minacciate da terremoti, alluvioni e incendi” – ricorda Piera Rosati – “Tutto ricade sempre sulle spalle delle associazioni di volontariato presenti sul posto. Questi atti criminali rappresentano un pericolo per tutti. Causano danni incalcolabili alla biodiversità, all’ambiente e agli animali. Lo Stato deve impegnarsi di più per monitorare le aree più a rischio e assicurare pene concrete per chi si macchia di questi gesti atroci”.

Non solo Vesuvio: l’emergenza è continua

Nei giorni scorsi, dopo l’incendio sul parco del Vesuvio, vi era stata molta preoccupazione sia per gli animali selvatici che per i domestici randagi. La denuncia della drammatica situazione era arrivata da più parti. L’emergenza in queste settimane è però continua e non riguarda solo il Vesuvio. Va però sottolineato che quanto avvenuto a Napoli e dintorni assume una particolare drammaticità. In particolare si era parlato di gatti, ritenuti più che sacrificabili, cosparsi di benzina ed accesi come torce. La notizia era stata poi smentita o comunque mai confermata. Questa situazione ha reso la vita difficile anche alle strutture come i canili, che sorgono nelle zone interessate intorno al Vesuvio.

La situazione del canile dopo l’incendio