Home Cronaca Fuma uno spinello in casa: il pusher “incastrato” dal suo stesso cane

Fuma uno spinello in casa: il pusher “incastrato” dal suo stesso cane

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(CC-BY-2.0)

Non ha avuto fortuna un pusher di 46 anni, colto con le mani nella marijuana a causa di un cane troppo poco ubbidiente. I fatti a Genova, in piazza del Ferro, in pieno centro storico. Qui l’altra notte c’è stato un bel po’ di movimento, a causa di un’anziana donna, che ha iniziato a sbraitare contro il suo cane. Sul posto sono giunti in poco tempo gli agenti della Polizia di Stato, che hanno pizzicato il figlio della donna in possesso di 14 grammi di marijuana. I poliziotti pattugliavano a piedi i vicoli del centro storico, quando delle urla hanno richiamato la loro attenzione.

Così hanno suonato al campanello dell’abitazione da cui prevenivano le urla, preoccupati che stesse accadendo qualcosa di grave. Si sono invece ritrovati davanti alla scena di un’anziana donna alle prese con il suo cane. Nell’appartamento gli agenti di polizia hanno notato anche un uomo, risultato essere figlio della donna. Questi era visibilmente agitato e secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine tentava di nascondere l’odore di marijuana.

Secondo gli agenti, il 46enne aveva appena fumato uno spinello e messo sotto torchio ha quasi subito consentito di ritrovare la droga. La polizia ha così sequestrato circa 14 grammi di derivati dalla canapa. Trovati e posti sotto sequestro anche un bilancino e 140 euro in tagli da 10 e 5 euro ritenuti provento di attività illecite. L’uomo verrà ora processato per direttissima.

Gimbo, il cane antidroga idolo della Rete

Non sempre la polizia ha questi colpi di fortuna e a proposito di cani, un gran servizio è reso da quelli specializzati nell’individuare sostanze stupefacenti. Anche in Italia vi sono significativi esempi di cani poliziotto. Gimbo è un cane antidroga che è divenuto famoso per aver contribuito all’arresto di un 45enne residente a Rimini ma originario della Basilicata, camionista di professione. Questi infatti è finito in manette al termine di un’operazione degli investigatori della Squadra Mobile – Sezione Antidroga – che peraltro lo seguivano da tempo.

Il cane antidroga è “fascista” e viene rifiutato

Surreale è invece la vicenda che viene da Albenga, denunciata da Forza Italia (Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone) e Lega Nord (Rosy Guarnieri e Cristina Porro). Le opposizioni chiedevano l’istituzione dell’unità cinofila al Comando della Polizia municipale. Ma il pomo della discordia è stata la provenienza del cane antidroga, ovvero il nome dell’allevamento che richiama al fascismo. Spiega il sindaco Cangiano: “Il motivo principale per cui abbiamo deciso di respingere la proposta è che prevede dei costi per noi eccessivi in questo momento”.

Quindi aggiunge: “Poi certo, il nome dell’allevamento da cui proverrebbe, ‘Decima Mas’, ha un ruolo nella nostra scelta: è una questione di rispetto per la storia di Albenga. Se dovessimo prendere un cane antidroga, di certo lo faremmo da un altro allevamento e non da uno che porta il nome della milizia anti-partigiana della Repubblica Sociale Italiana”.

GM