Home Cronaca Lo aveva chiuso in una cantina buia dopo averlo ereditato dal padre

Lo aveva chiuso in una cantina buia dopo averlo ereditato dal padre

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Tra le cose che lasciano senza parole è sicuramente la poca sensibilità nei riguardi di una creatura vivente, un essere indifeso che dipende in tutto e per tutto dall’uomo. Nel XXI secolo, è difficile pensare che molte persone non hanno affatto una passione per gli animali e sono alquanto indifferenti. Sembra impossibile immaginarlo eppure è inutile illudersi del contrario, sperando che la società abbia la giusta attenzione nei riguardi della causa animale: c’è a chi gli animali non interessano e li vedono come semplici oggetti e non esseri viventi con i quali interagire e scoprire un universo di legami e sentimenti che potrebbero arricchire.

Questa realtà è ogni giorno documentata da una serie di fatti di cronaca nei quali troviamo piccole vittime a 4zampe. Vittime di crudeltà, intolleranza, come nel caso del cucciolo ucciso a calci in provincia di Salerno, solo perché il proprietario era infastidito dalla sua pipi. Animali vittime d’indifferenza che vengono maltrattati o lasciati a loro stessi.

Tra queste vicende, spunta il caso di un cane che nel Comune di Villadose, in provincia di Rovigo, era stato abbandonato dal padrone in una cantina buia, senza possibilità di uscire. Il povero cane era decisamente in precarie condizioni di detenzione e grazie alle segnalazioni di alcuni residenti che lo hanno notato, è stato liberato nel corso di un sopralluogo.

Secondo le indiscrezioni, trapelate dai media locali, il proprietario ha dichiarato di aver ereditato il cane dal padre, deceduto da poco. L’uomo ha ammesso alle forze dell’ordine che non era in grado di occuparsene o di poterlo portare fuori. Per questo lo aveva messo nella cantina e spesso e volentieri erano i vicini di casa ad occuparsi dell’animale, a portargli del cibo e a farlo passeggiare.

Quando sul posto sono intervenute le autorità preposte, il cane da subito è apparso in pessime condizioni con il desiderio di uscire. L’animale per nulla intimorito dalla presenza di estranei, non appena ha visto aprirsi la porta della cantina, si è precipitato all’esterno.

Per garantire una vita più degna all’animale, lo stesso Comune ha emesso un’ordinanza con prescrizioni a carico del proprietario, per tutelare il benessere dell’animale. In tal senso, si apprende che il proprietario dova adeguarsi all’ordinanza secondo la quale:”Provvedere alla realizzazione di un’area recintata, esterna alla cantina, che abbia dimensioni sufficienti a consentire all’animale una adeguata possibilità d movimento ed esercizio fisico; all’interno dell’area dovrà essere posta una cuccia sollevata da terra”. Infine, viene sottolineato che “tutta l’area occupata dovrà essere mantenuta asciutta e in parte coperta”.

Un provvedimento che tutela l’animale e che in un certo senso, mira ad educare il proprietario che, magari come molte altre persone, non aveva esperienza di cani, o che più semplicemente era indifferente al suo destino e benessere, senza considerare che si tratta di un essere vivente e che pertanto va rispettato.