Home Cronaca Lo hanno picchiato e torturato: titolari di un maneggio nei guai

Lo hanno picchiato e torturato: titolari di un maneggio nei guai

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Maltrattavano i cavalli, custodivano veri e propri strumenti artigianali per punire gli animali come stimolatori o speroni con scosse elettriche. Il caso è stato denunciato con un servizio di Edoardo Stoppa per Striscia la Notizia, andato in onda lo a febbraio.

Grazie alla segnalazione dello stalliere, in anonimato, Stoppa aveva documentato i maltrattamenti ai quali erano sottoposti i cavalli in un maneggio a Caluso, in provincia di Torino, facendo intervenire le autorità dopo aver accertato le dichiarazioni della fonte. Nella struttura sono stati trovati diversi cavalli feriti, strumenti di punizione con scosse elettriche, ma anche farmaci scaduti e dei libretti di cavalli che il titolare dell’azienda teneva nascosti.

All’indomani dell’intervento delle forze dell’ordine, i due titolati della scuola di equitazione, una donna di 29 anni e un uomo di 63, se la sarebbero presa con l’istruttore di equitazione che hanno picchiato brutalmente e torturato, prendendolo a bastonate, fino a spezzargli le braccia.

L’uomo, Giovanni Santi, istruttore di 61 anni ha raccontato che l’incubo iniziò al suo arrivo al maneggio al mattino. La donna invitò Santi a prendere un caffè e mentre tutto sembrava calmo, ad un certo punto avrebbe chiesto a Giovanni se aveva visto il servizio di Striscia la Notizia: “Io gli ho risposto di non averlo visto. E lei me lo ha fatto vedere sul cellulare, dicendomi che quello che stava parlando ero io. Le ho risposto che non ero io. E lei continuava a dire: Sei te, sei te: tutti mi dicono che sei te“. A quel punto è entrato il titolare che ha intimato la vittima ad uscire: “Io sono uscito e mi ha tirato una stangata con un pezzo di legno dietro al collo. Lui continuava a darmi addosso, io mi difendevo con le braccia e me le ha spezzate. Poi ho tentato di correre verso l’altra porta che è sempre stata aperta, ma loro l’avevano chiusa a chiave perché sapevano di prepararmi quel lavoro lì. A quel punto sono andato lì, mi hanno dato una stangata e sono caduto a terra. Poi mi sono ritrovato appeso al soffitto”.

I due volevano che lo stalliere confessasse di aver chiamato lui la troupe di Striscia La Notizia e lo volevano obbligare a scrivere una dichiarazione nella quale ammetteva che era stato lui a portare i farmaci scaduti al maneggio per scagionarli. L’uomo era però estraneo ai fatti e non voleva confessare una cosa che non aveva fatto.

“Quando ero appeso a testa in giù e stavo rantolando, lui mi ha puntano delle grosse forbici al petto e mi ha detto adesso ti sbudello come un capretto. Ho pensato: stavolta è finita, non rivedrò più mia moglie e mia figlia. Intanto sentivo ancora lui che diceva a lei: Prendiamo un’escavatore e lo seppelliamo da qualche parte, la macchina la nascondiamo e poi le diamo fuoco. Poi lui è uscito, lei mi ha tirato giù e io sono rimasto steso per terra”, ricorda la vittima, Giovanni Santi, stalliere di 61 anni. L’uomo lavorava nella struttura da solo tre mesi e si occupava sia dei cavalli che della preparazione degli atleti. I due lo avrebbero minacciato, intimandolo a firmare la dichiarazione che li scagionava, ricordandogli che “che sapevano che mia figlia gira spesso per il paese dove abito”.

Quando è stato portato in ospedale, i medici si sono insospettiti e non hanno creduto alla versione dell’uomo che aveva detto di essere caduto. Restando solo con i medici, Santi ha raccontato tutto quanto: “Ad un certo punto la vittima sviene e gli stessi aggressori lo portano in ospedale a Chivasso, ma più che per accertarsi delle condizioni di salute lo fanno affinché non racconti la verità ai medici dando vita ad un’indagine. Con i colleghi delle forestali stiamo approfondendo l’aspetto della somministrazione di farmaci agli animali, la verifica di tutte le attività nel maneggio. L’uomo arrestato ha avuto in passato una vicenda aperta e in corso su cui c’è un giudizio aperto per aggressione ad un altro uomo”, ha spiegato il comandante della compagnia di Chivasso Pierluigi Bogliacino.

I due titolari dell’azienda, Salvatore Carvelli e Camilla Cassina sono stati arrestati con l’accusa di lesioni, sequestro di persona e tentata estorsione, reati ai quali si aggiunge alla denuncia per maltrattamento di animali seguita dal servizio di Striscia la Notizia. Le forze dell’ordine dovranno accertare se non vi siano animali sepolti sotto ai prati dell’azienda, in quanto, il numero dei libretti dei cavalli rinvenuti sarebbe maggiore a quello dei cavalli sequestrati.

Un fatto davvero agghiacciante al quale è difficile dare delle giustificazioni e che ci lascia veramente senza parole ma conferma la tesi per cui chi fa del male ad un animale è pericoloso per l’uomo stesso.

Guarda il servizio di Edoardo Stoppa per Striscia la Notizia clicca qui