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Lupi in paese: il timore degli abitanti e i rischi reali della loro presenza

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Il lupo avvistato in paese

Lupi nei centri abitati: una questione annosa, che soprattutto per l’arrivo dell’inverno si ripete. Qualche sera fa, è avvenuto nell’abitato di Entracque, poco più di ottocento abitanti nel cuneese. Il lupo si è spinto fino al cancello di una casa e ha iniziato a fissare un cane dall’altra parte del cancello. La vicenda è riportata dal portale Targatocn.it, che ha pubblicato una foto.

Riferisce l’autore dello scatto: “Non è la prima volta che succede, era successo anche diversi anni fa, prima che aprisse il Centro Faunistico Uomini e Lupi. Ci sono molto esemplari nelle nostre vallate. Probabilmente, visto l’atteggiamento remissivo, si tratta di una femmina. L’animale è stato avvistato già nei giorni scorsi nella zona del Colletto della Lausa. Credo sia sceso da lì. Mi è capitato di trovarmi occhi negli occhi con un lupo. Ero nella zona di Aradolo la Bruna, è stata un’esperienza che non potrò mai dimenticare”.

Circa un mese fa, Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, ha lanciato un allarme inerente la presenza di lupi nei centri abitati. Si riferiva in particolare ad alcune zone della Toscana. A causa delle basse temperature che si registrano già da qualche settimana, gli animali che vivono in alta montagna sono costretti a scendere più a valle lasciando le zone da loro frequentate abitualmente. Si denunciava il rischio che qualcuno potesse impunemente imbracciare doppiette per ucciderli.

Salta l’accordo sul Piano lupo

Peraltro, sono diverse le Regioni sul piede di guerra per l’eccessiva presenza di lupi. Nei giorni scorsi, il cosiddetto Piano lupo non è stato approvato. Se infatti vi sono Regioni come Trentino e Valle d’Aosta che spingono per l’abbattimento, altre portano avanti una battaglia per  frenarlo. Insieme a loro ci sono le associazioni animaliste, come la Lav, che ha lanciato un appello. Scrive in un comunicato: “Ci appelliamo alle Regioni che si sono opposte all’ipotesi di autorizzare il ‘bracconaggio di Stato’, dopo 46 anni di rigorosa protezione, affinché tengano fede alla loro posizione durante la riunione di domani”.

Lo sconcertante ritrovamento

Risale ai primi di novembre il macabro ritrovamento ai Castelli Romani, nella zona di Rocca Priora. Qui, infatti, è stato rinvenuto un cane lupo – forse scambiato per un vero lupo. L’animale era impalato sotto l’arco di ingresso della città. L’autore del gesto è stato poi individuato in un allevatore di 67 anni della zona. L’uomo, convocato dai militari diretti dal maresciallo Domenico Bertozzi, ha giustificato il suo gesto: “L’ho fatto per attirare l’attenzione sulla problematica che da moltissimi anni ci esaspera”.

 

GM