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Macabro ritrovamento a Gela: cuccioli uccisi a bastonate

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RANDAGI

Raccapricciante ritrovamento a Gela, in provincia di Caltanissetta dove gli operatori dell’Oipa hanno denunciato una serie di episodi violenti nei riguardi dei randagi.

In ultimo, in un’area dove venivano accuditi dei randagi, sono stati trovati quattro cuccioli, di poche settimane, in una pozza di sangue, uccisi probabilmente a bastonate. Altri cuccioli, impauriti sono stati trovati nascosti a poca distanza.

L’Oipa ha sottolineato che nella provincia sono aumentati casi d’intolleranza dei randagi provocata anche dalla’assenza di politiche per contenere il fenomeno del randagismo da parte delle autorità comunali, come l’assenza di un piano di sterilizzazione o cani inviati al canile privato convenzionato. L’Oipa ha anche espresso dure critiche rivolte al servizio di accalappiamento e recupero degli animali, che viene svolto solo in poche ore al giorno.

“La nostra realtà è di assoluta e costante emergenza, oltre all’intensificarsi di episodi di violenza verso i cani randagi, persino contro cuccioli di poche settimane di vita, continuiamo a trovare intere cucciolate partorite da femmine randagie che non vengono sterilizzate dalla ASP. A poca distanza dai cuccioli uccisi a bastonate, abbiamo trovato altri dodici cuccioli nati da meno di due mesi che, nonostante la denuncia di ritrovamento alla Polizia Locale, non verranno ricoverati in canile per la sospensione del servizio di accalappiamento. Abbiamo inoltre avvistato nelle vicinanze cinque femmine gravide, quindi la situazione diventa sempre più grave ogni giorno che passa”, ha dichiarato Francesca Collodoro, delegata OIPA Gela.

Come riporta Geapress, si tratta per l’Oipa di una situazione, quella del randagismo, che senza l’aiuto delle istituzioni sta sempre più gravando sulle associazioni.

Una realtà che non solo è molto forte al Sud ma che riflette la situazione delle politiche anche in altre regioni e comuni, dove al Nord come nella Regione Veneto spunta di nuovo l’ombra di applicare l’eutanasia ai randagi (clicca qui) oppure a Roma, dove la gestione dei canili è alla deriva con sgomberi violenti messi in opera senza il rispetto degli animali (clicca qui).