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Maltrattamento animali, gatti impiccati e bruciati in provincia di Rieti

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uccisione animali
gatto impiccato e bruciato a Poggio Moiano (RI)

Ancora crudeltà contro gli animali. Due gatti trovati impiccati e bruciati in provincia di Rieti, un orrore senza fine. 

Sono immagini rivoltanti che indignano e suscitano rabbia, quelle diramata da Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione AIDAA (Difesa animali e ambiente). Alcuni la definiscono una bravata. Per altri si tratta di maltrattamento, crudeltà e uccisione di un animale.

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, diceva Agatha Christie.

In tal caso, un gatto morto potrebbe essere un indizio. Ma due gatti impiccati e bruciati è decisamente opera di qualcuno che ha agito volutamente per far del male a creature indifese.

Dopo aver ricevuto la segnalazione, Croce si è subito interessato al caso. Il presidente Aidaa ha infatti reso noto di aver pertanto inviato alla procura della republica una denuncia contro ignoti in merito al ritrovamento di due gatti impiccati e bruciati avvenuto in un parco pubblico di Poggio Moiano in provincia di Rieti.

Tuttavia, quello che denuncia l’associazione animalista è la riposta del sindaco di Poggio Moiano Sandro Grossi. Il primo cittadino ha sostenuto che i gatti erano morti da mesi quando sono stati impiccati e bruciati. In poche parole, per il primo cittadino si tratterebbe di una pseudo bravata.

Il maltrattamento di animali è percepito come una bravata

In merito a ciò, Aidaa ha deciso di fare chiarezza sui fatti, presentando anche un’esposto contro il primo cittadino, evidenziando che “con il suo comportamento e con la sua omissione di intervento non sia incorso nel reato di omissione di atti di ufficio e istigazione al maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo544 del codice penale”.

Per il presidente Lorenzo Croce “ci sono troppe cose che non funzionano nella ricostruzione del sindaco, in particolare non riusciamo a capire come abbia potuto stabilire che i cadaveri bruciati dei gatti possano essere stati uccisi mesi prima”.

Croce ha infatti sottolineato che in base alla legge, il Sindaco “avrebbe dovuto come la legge gli impone mandare le carcasse all’istituto di zooprofilassi per i rilievi del caso e da quanto lui scrive questo non emerge,cosi come è grave liquidare come una semplice bravata un reato penale”.

Quando il reato di maltrattamento degli animali è sottovalutato

Le immagini diramate da Aidaa sul suo blog, relative al ritrovamento dei due gatti, portano a pensare a ben altro. Dalle fotografie, purtroppo, si può notare come l’animale abbia la bocca spalancata. Elemento che porta a credere che forse il povero gatto ha sofferto molto prima di morire. Immagini cruenti che non possono lasciare indifferenti e impongono una presa di posizione netta nonché una condanna unanime delle istituzioni.

Inutile nascondere che in molte aree remote, di campagna o di montagna, regna spesso una mentalità arcaica per cui la vita di un animale non ha importanza. Si uccidono cucciolate lanciandole contro i muri o affogandole nei torrenti. Eppure, alla luce degli utlimi fatti di cronaca, tra i quali l’uccisione di un gatto da parte di una baby gang, hanno riportato in primo piano il rapporto tra violenza sugli animali e pericolosità sociale degli individui. Ovvero, chi maltratta un animale è potenzialmente pericoloso. La crudeltà nei riguardi degli animali in età giovanile si rivela in realtà una sentinella di allarme. Altro motivo per cui, gli stessi rappresentanti delle istituzioni non dovrebbero in alcun caso sottovalutare fatti nei quali sono vittime gli animali.

C.D.