Home Cronaca Maltrattamento animali: svolta sul caso della carcassa di un cavallo mutilato

Maltrattamento animali: svolta sul caso della carcassa di un cavallo mutilato

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cavallo ucciso
Carcassa di cavallo

Indagato proprietario del cavallo trovato morto e mutilato nella periferia di Torino.

E’ stata ritrovata lo scorso 27 febbraio, nei pressi del campo nomade lungo la strada che porta all’aeroporto a Torino. La carcassa di un cavallo mutilato che ha colpito gli stessi vigili della municipale che hanno provveduto al suo recupero.

Il povero esemplare aveva gli occhi cavati, i genitali e la coda tagliata. La carcassa di un cavallo mutilato ritrovatLa carcassa di un cavallo è stata ritrovata oggi, martedì 27 febbraio, da una pattuglia di vigili urbani nei dintorni del campo nomadi di strada Aeroporto.

L’animale ha ferite orribili: qualcuno gli ha cavato gli occhi, tagliati i genitali e la coda. Dai primi accertamenti, il cavallo è apparso un giovane esemplare, probabilmente cresciuto in un allevamento.

“Una vicenda allucinante  vogliamo capire che sono gli autori e denunciarli alla procura”, commentò Ferdinando Minello del comando di via Bologna.

Cavallo ucciso e mutilato

A distanda di quasi dieci giorni dal ritrovamento del cavallo, un uomo di 63 anni è stato denunciato dai carabinieri per maltrattamenti di animali.

Secondo le indiscrezioni si tratta del proprietario dell’animale, il quale si sarebbe difeso, parlando di un furto.

Tuttavia, la dichiarazioni dell’uomo non hanno convinto gli inquirenti che hanno così deciso di denunciare il proprietario del cavallo. Si attendono ancora i risultati dell’autopsia che è stata affidata all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte per risalire alle cause del decesso.

Dalle prime ipotesi, si delinea uno scenario degli orrori. Infatti, gli investigatori sospettano che l’uomo abbia mutilato l’animale quando era ancora vivo.

Forse, in un secondo momento l’uomo indagato si sarebbe liberato del corpo del cavallo, facendolo sparire nei campi, per far apparire il caso come un furto.

Il settore dell’ippica da diversi anni è entrato in una profonda crisi economica. I cavalli sfruttati negli allevamenti, nelle corse o in altre tipologie di attività agonistiche oppure ricreative, non sono tutelati a sufficienza. Molti esemplari che non risultano prestanti vengono destinati al macello. Per raggirare determinate leggi del territorio italiano, frequentemente, i cavalli da corsa vengono trasportati in paesi dell’est per macellarli e reintridurli sul territorio italiano. Un commercio illegale che ricade come sempre su animali sfruttati fin dalla nascita.

C.D.