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Oggi è Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici

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Sant'Antonio Abate
(foto pubblico dominio)

Si celebra oggi la festività di Sant’Antonio Abate, considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Da Nord a Sud, sono tante le iniziative religiose per ricordare il santo, frate ed eremita egiziano vissuto tra il III e il IV secolo d.C. Come da tradizione, infatti, la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. Vi sono località, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, dove il culto è molto sentito.

Ma anche nella Capitale verranno organizzate iniziative. Nello specifico, domenica prossima, l’Associazione italiana allevatori (Aia) e la Coldiretti dalle ore 9,30 porteranno in Piazza San Pietro a Roma la più grande “stalla sotto il cielo” mai aperta al pubblico. Qui si potranno trovare animali d’ogni genere, a volte salvati dal rischio di estinzione dagli allevatori italiani. Tra questi, le mucche pezzata rossa e chianina, la pecora merinizzata, la capra girgentana con le caratteristiche corna a cavaturacciolo, il maiale appulo-calabrese.

Ma da Vercelli a Matera, passando per Bari e per Novoli, nell’Alto Salento, sono decine le iniziative per commemorare il Santo. Fortemente sentito il culto nel napoletano. Oltre che nel capoluogo partenopeo vengono accesi cippi e falò in onore del Santo anche in altre località. Il ‘Fuocarone’ prenderà infatti vita stasera a Macerata Campania, Somma Vesuviana, Palma Campania e altre località.

Polemiche sulla sagra

Come ogni anno, non mancano però le polemiche. In particolare, sotto accusa finisce la sagra di Sant’Antonio Abate andata in scena a Saronno, in provincia di Varese. Già lo scorso anno, la combattiva associazione Centopercentoanimalisti aveva messo in evidenza ciò che accade durante la sagra: “Mucche legate a catena, asini legati con corde, galline e conigli chiusi in gabbie ridotte, ma la cosa più scandaloso, un povero maiale completamente prigioniero e bloccato nei movimenti”.

Quest’anno, l’associazione ha rilanciato le accuse: “Ci sono anche diverse foto oltre a delle riprese video che lo attestano. Tutto questo risulta essere di molto peggiore rispetto a quanto ci aspettassimo. Abbiamo avuto testimonianza della presenza di mucche magrissime, tenute oltre alla soglia della denutrizione. Ed erano tenute legate con delle catene arrugginite e molto pesanti”.

GM