Home Cronaca Orsa vittima di bracconieri salvata nel Parco – VIDEO

Orsa vittima di bracconieri salvata nel Parco – VIDEO

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(screenshot video)

Ancora emergenza nel parco Nazionale d’Abruzzo, dove si fa sentire la presenza di bracconieri senza scrupoli. L’ultimo caso riguarda un’orsa, una femmina di oltre 10 anni, catturata dai volontari con un laccio al collo. L’orsa si trovava nel territorio del Comune di Campoli Appennino. Già alla fine dello scorso mese di novembre era stata segnalata al personale del Parco la presenza di un orso con un cavo d’acciaio al collo. L’orsa è stata liberata da quel cappio, quindi curata e rilasciata.

L’Associazione Salviamo l’Orso, nell’ambito della collaborazione con Regione Lazio, durante il monitoraggio della popolazione nelle aree esterne al Parco, ha filmato l’orsa. Intanto, il Servizio di sorveglianza ha inviato la notizia di reato alla Procura di Cassino, competente per territorio. Pochi i dubbi sul fatto che l’orsa sia stata vittima di bracconaggio. Infatti quel tipo di cavi d’acciaio è del tutto simile alle trappole lasciate di solito nei boschi dai bracconieri.

Nel Parco è ormai emergenza!

Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato dell’emergenza  ‘bocconi avvelenati’ che preoccupa anche l’area del Gran Sasso, dove sta prendendo piede il progetto di conservazione della specie dei lupi. Una tragedia è avvenuta in una zona del Parco, dove cinque cuccioli di lupo sono stati trovati morti all’interno di un’area protetta. Il fatto si è verificato ad Opi, in provincia de L’Aquila, ed i poveri animaletti avevano soltanto pochi giorni di vita. Si è pensato sin da subito all’intervento umano, anche se le cause restano da chiarire.

Qualche tempo fa, due carcasse di volpi, ma anche cornacchie e altri animali sono stati trovati morti nel parco Nazionale d’Abruzzo. Uno scenario che ha preoccupato i Guardia Parco che hanno allertato il Corpo Forestale, chiamato ad indagare sul posto. A febbraio abbiamo denunciato la morte del lupo Claudio, massacrato dai bracconieri nel Parco Nazionale del Gran Sasso.

Il ruolo di Dacia e degli altri cani

Questi fenomeni vengono contrastati anche dalla presenza di alcuni cani addestrati, tre in particolare. Tra loro c’è Dacia. Lei una border collie dolcissima, sempre pronta a correre per andare alla ricerca delle trappole a base di stricnina, insetticidi, ratticidi, antilumaca. Esche che la crudeltà dell’uomo è in grado di immaginare e mettere in pratica, affiancandole ad altre piene di chiodi, spilli, ancorette da pesca, spugne fritte nell’olio.

Oltre a lei ci sono un pastore belga Malinois e un Jack Russell. Dacia è affiancata dal suo conduttore Alberto, più di 30 anni di esperienza come allevatore di cani: “Quando gli infilo la pettorina lei capisce immediatamente: basta giochi, è giunto il momento di lavorare. Si fa sul serio”, dice a ‘La Stampa’. Al suo fianco, c’è Alessandra Mango, brigadiere capo dei Carabinieri forestali con il suo pastore belga Malinois. “In totale in Italia abbiamo oggi 13 nuclei tra Carabinieri forestali e parchi, per un totale di 22 animali”, spiega.

 

GM