Home Cronaca Piacenza: il cinghiale Agostino fa paura, chiuso il parco

Piacenza: il cinghiale Agostino fa paura, chiuso il parco

CONDIVIDI
(Pixabay)

Mentre Piacenza si prepara al ballottaggio tra il candidato di centrosinistra Paolo Rizzi e quello di centrodestra Patrizia Barbieri, deve fare i conti con l’allarme per la presenza del cinghiale Agostino, 90 chili di peso, che da quasi una settimana si è insediato nel Parco della Galleana, costringendo le autorità a un provvedimento di chiusura.

Agostino è stato segnalato cinque giorni fa da alcuni residenti: sono vanamente intervenuti i volontari dell’Atc2, muniti di bastoni e cani e coordinati dalla polizia provinciale. Non c’è stato nulla da fare, per cui tra le proteste dei fruitori del parco si è stati costretti alla chiusura.

Il rischio ora è che Agostino venga abbattuto e per questo davanti ai cancelli del Parco della Galleana si sono presentate in forze tutte le sigle ambientaliste e animaliste piacentine, da Legambiente a Pandora, Veg & Joy, Arca di Noè e movimento Meta. L’obiettivo è comune: evitare che il cinghiale venga ucciso.

Si tratta di una questione per nulla semplice: per questo tipo di animali non è permessa la reimmissione in natura, inoltre a Piacenza e dintorni non esiste un centro autorizzato alla detenzione temporanea di animali. Il rovescio della medaglia è che nel parco è vietato sparare, anche se si trattasse soltanto di narcotici.

Roberto Cravedi, ispettore superiore della polizia provinciale di Piacenza, ha spiegato: “Per la carabina il dosaggio deve stabilirlo il veterinario ed è necessario che la carabina sia collaudata sul tipo di animale da raggiungere. Occorrono dardi robusti e una giusta potenza di fuoco. Sono necessari esperienza sul campo e personale che ha già operato in tal senso, oppure si rischia di fallire. Un fucile in dotazione lo abbiamo, ma non il personale addestrato ad addormentarlo, anche perché rientra nella categoria da abbattere”.

Inutile dire che la vicenda di Agostino è divenuta materia di campagna elettorale e in un editoriale apparso sul quotidiano Libertà, Giorgio Lambri si chiede: “Quanti voti può spostare un cinghiale che irrompe – con i suoi modi, non proprio britannici – nel ballottaggio per l’elezione di un sindaco, a dieci giorni dal voto?”.

Nelle scorse settimane, grande era stata la polemica per quanto successo al cinghiale che era stato sorpreso a vagare liberamente per le strade di Genova. L’animale aveva trascorso una intera notte a vagare per le strade del capoluogo ligure fino a quando non era stato rinchiuso all’interno del parcheggio dell’ospedale ‘Galliera’ dove però i poliziotti regionali hanno proceduto con il suo abbattimento. E questa decisione non è andata giù alle associazioni animaliste e non solo.

D’altra parte va però segnalata la pericolosità dei cinghiali: a Roma, a metà marzo, un uomo di 49 anni in sella al suo scooter è deceduto dopo essere stato speronato da un grosso cinghiale. Alla fine dello scorso anno,  un cacciatore è stato trovato dissanguato nei boschi della Romita di Pianello di Cagli in provincia di Pesaro Urbino. L’uomo è stato azzannato da un cinghiale e quando i suoi compagni non lo hanno visto far ritorno dopo la battuta di caccia, hanno dato l’allarme.