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Sfondano il cranio ad un cucciolo utilizzando i rottami di una vecchia lavatrice

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Triste fatto di cronaca, l’ennesimo, condiviso da Enpa. L’orrore alle porte di Milano, all’interno del Parco Sempione dove domenica 21 maggio, un residente del quartiere ha ritrovato un povero cucciolo lupoide privo di vita con il cranio sfondato. Per uccidere la bestiola, secondo le indiscrezioni riportate da cronacaqui.it gli aguzzini hanno utilizzato i rottami di una vecchia lavatrice, gettata probabilmente in maniera abusiva nell’area.

Sul posto sono giunti gli operatori del canile comunale che si sono trovati di fronte ad  una scena agghiacciante: l’animale era riverso a terra, in una pozza di sangue e privo di microchip per cui sarà difficile risalire al proprietario e risalire agli autori del gesto.

“Sopra quei rottami, c’erano evidenti tracce di sangue. Segno che probabilmente qualcuno li ha usati per colpire l’animale sul muso”, racconta il testimone, anche se non viene scartata l’ipotesi che il cane sia stato ucciso in un altro luogo e poi abbandonato nel parco, all’interno del cantiere del passante ferroviario, zona che in realtà dovrebbe restare chiusa.

Il caso è ora seguito dall’Enpa che ha provveduto a recuperare la carcassa del cane e ad inviarla all’istituto zoo-profilattico sperimentale del Piemonte e della Valle d’Aosta per un’autopsia con la quale sarà accertata la causa del decesso.

Il degrado del parco è all’ordine del giorno e molti residenti si lamentano per la presenza di tossici e delinquenza comune che transitano all’interno dell’area. C’è timore da parte dei proprietari che portano a passeggiare il loro cane e chiedono che intervengano quanto prima le istituzioni.

Una vicenda che porta sotto ai riflettori il tema della crudeltà sugli animali legata anche e soprattutto ad ambienti di emarginazione e di degrado sociale e che richiede sicuramente una strategia mirata. Infatti, non solo si rivela necessario un monitoraggio maggiore da parte delle forze dell’ordine in alcune aree ma anche campagne di sensibilizzazione delle istituzioni in modo da prevenire fatti di questo tipo, di cui come sempre, sono vittime i 4zampe. Quel povero cane, forse come Angelo, ucciso a Sangineto, magari dava fastidio a qualcuno che transitava nel luogo e quel qualcuno forse ha illuso quel meticcio che si sarebbe fidato, lasciandosi avvicinare, andando in realtà incontro alla morte. Non saremo mai stanchi di chiederci: perché prendersela sempre con creature innocenti.