Home Cronaca Stavano morendo di fame: ma la Asl si è rifiutata d’intervenire

Stavano morendo di fame: ma la Asl si è rifiutata d’intervenire

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@Facebook/Earth

Stavano morendo di fame ed erano detenuti in gravi condizioni igenico sanitarie. Grazie ad una segnalazione, sul posto si sono recate le guardie zoofile dell’associazione Earth che hanno accertato le gravi condizioni in cui vertevano due cani, nel cortile di un’abitazione ad Ardea, vicino Roma.

Gli esemplari che avevano le costole a vista, scrive l’associazione “erano costretti inoltre a vivere tra rifiuti e immondizia di ogni genere”, spiegando che il loro stato di degrado e di abbandono era provocato da una situazione economica e sociale nella quale viveva il proprietario che non era poù in grado di nutrire gli animali.

Ecco perché sono scatate le operazioni di soccorso e l’associazione ha chiesto la collaborazone della Asl per mettere sotto sequestro i cani e trasferirli presso un canile per il loro recupero.

Tuttavia, scrive Eartgh, “la Asl si è rifiutata di intervenire se non dopo l’interessamento del comando di Polizia di Ardea asserendo che loro si occupano di prelevare solo i cani feriti o mordaci”.

A distanza di qualche giorno, solo grazie alle sollecitazioni del dirigente delle guardie zoofile Simone Cimmino riguardo all’urgenza per il trasferimento dei cani, solo con il contributo e l’intervento del reparto Ambientale della Polizia locale di Ardea i due cani sono stati portati nel canile di competenza.

“Ringrazio personalmente i vigili del reparto Ambientale di Ardea che con sollecitudine sono andati oltre il normale senso del dovere adoperandosi affinché i due cani fossero messi in salvo”, ha dichiarato Valentina Coppola, presidente di EARTH.

Una situazione imbarazzante da parte delle autorità competenti in quanto l’istituzione preposta per questo tipo di interventi si è rifiutata di collaborare. Alcuni, evidenziano che si tratterebbe di “un’omissione in atti d’ufficio” per la quale sarebbe necessario accertare i fatti.

Un caso emblematico di un servizio troppe volte inefficiente e che di conseguenza si ripercuote come sempre sui singoli cittadini e i volontari che operano sul territorio.