Home Cronaca Terremoto: tornano il freddo e la neve, ma viene sfrattata una stalla

Terremoto: tornano il freddo e la neve, ma viene sfrattata una stalla

CONDIVIDI
terremoto
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il terremoto ha profondamente cambiato l’aspetto del Centro Italia e i Monti Sibillini, nel cuore del cratere, non fanno purtroppo eccezione. A gennaio, al sisma si aggiunse il freddo e vennero causati oltre mille morti in pochi giorni tra la fauna da reddito. A denunciare tutto questo è stata la Coldiretti, che si è adoperata per cercare di porre un freno a questa situazione. Ora, con l’arrivo di nuove perturbazioni, quelle situazioni potrebbero ripetersi. Per tale ragione, sono molti gli allevatori che stanno tentando di correre ai ripari.

Purtroppo però si devono spesso scontrare con la burocrazia. Gli episodi sono tanti e parlano di allevatori multati per non aver rispettato le norme vigenti. Per molti, però, è l’unico modo per provare a far sopravvivere il proprio bestiame. Anche la scrittrice Silvia Ballestra ha documentato quanto avviene nella cosiddetta area del cratere, nel suo ultimo libro, ‘Vicini alla terra’.

L’ultimo episodio denunciato in ordine di tempo è però forse il più grave di tutti. Una coppia di stranieri, lei tedesca e lui svizzero, che gestiscono una piccola azienda agricola a San Martino di Fiastra, nel Maceratese, di fronte alle lungaggini burocratiche avevano deciso di agire autonomamente. I due, che si chiamano Anja Kinsky e Claude Wegmann, avevano costruito nei mesi scorsi un piccolo ricovero per i loro cavalli e le loro capre. Si trattava di sistemazioni provvisorie, ma si sono ora ritrovati con una denuncia per abusivismo. Inoltre, a causa di due ordinanze comunali, dovranno abbattere le stalle provvisorie entro tre mesi.

Come nonna Peppina

La vicenda per certi aspetti ricorda quella di Peppina Fattori, la 95enne di Moreggini, un piccolo borgo del comune di Fiastra del quale è rimasta l’unica custode. L’anziana, nelle scorse settimane, era stata al centro di una lunga querelle, che peraltro non si è ancora definitivamente conclusa. Infatti, per delle irregolarità nella costruzione di una casetta di legno, ‘nonna Peppina’ venne sfrattata e attualmente vive in un container di pochi metri quadri.

La vicenda dei due allevatori forse fa meno clamore. Del resto, si tratta di stalle per animali, potrebbe dire qualcuno. Ma l’assurdità è un’altra: la legge, di recente, in queste zone è davvero inflessibile. Nel mentre, però, a oltre 15 mesi dalla prima scossa, gli abitanti delle Marche hanno avanzato richiesta per 1875 casette e se ne sono viste arrivare poco più di 400.

 

GM