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Torino, cieca viene minacciata sul bus: “Caccia via il tuo cane”

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Disavventura per una donna cieca in provincia di Torino, viene minacciata sul bus: “Caccia via il tuo cane”, ecco il motivo.

cieca minacciata
(Pixabay)

Un brutto episodio quello avvenuto in provincia di Torino e che ha visto coinvolti Loretta Rossi, 65 anni, ipovedente dalla nascita e attivista dell’Apri, l’Associazione pro retinopatici e ipovedenti, e il suo cane guida Quicky, una flat coated retriever che vive con lei dal 2017. Purtroppo, le persone con questo tipo di disabilità rischiano di essere coinvolte in spiacevoli episodi: a fine 2018, a Sesto San Giovanni, ha fatto scalpore quanto accaduto a un giovane uomo Francesco Gnech, che si è recato a messa, qualche giorno prima di Natale, con il suo cane, un labrador di nome Pepe. Il parroco – stando alle testimonianze – non ha gradito la presenza del cane.

Cieca minacciata col suo cane: cosa è successo

Invece Loretta Rossi era su un pullman della linea Giaveno-Torino di Gtt e dopo che il suo cane è entrato in contatto con una bambina, il padre della piccola ha perso le staffe: “Questo cane sul pullman non deve stare, fatelo scendere. Lo butto giù. Ora mi sto innervosendo, perché io ho il sangue rosso arabo”. La donna è affetta da maculopatia, ovvero vede appena luci e ombre, per cui non si era accorta che in quel passeggino ci fosse una bambina e inoltre spiega che il cane al limite avrebbe potuto scodinzolare. “Ho scoperto solamente in seguito a questo episodio che nella cultura araba i cani dal pelo nero, come è Quicky, sono considerati impuri”, racconta la donna, la cui versione dei fatti è ricostruita sulle pagine di cronaca locale del ‘Corriere della Sera’

Ma è quello che è avvenuto dopo ad aver lasciato davvero di stucco la signora Loretta Rossi: “Sono tornata indietro verso l’ingresso del pullman e ho chiesto all’autista di chiamare i carabinieri perché quell’uomo, che aveva anche un forte odore di alcol addosso, continuava a urlare. Cosa che l’autista ha fatto tra il disappunto generale. Soltanto una signora mi ha lasciato il suo numero in caso avessi avuto bisogno di testimoni. Ma io dico: il mio cane ha un maniglione rigido, una pettorina con una croce, non è come tutti gli altri. Ma questo evidentemente non conta nulla”.

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